E-Mail: [email protected]
- Pil in crescita dello 0,7% nel 2026 e 2027, insufficiente per il recupero.
- Retribuzioni reali inferiori di circa 2 punti percentuali rispetto al 2021.
- Inattività giovanile estiva al 33,3%, con picchi al 57,2% per le donne.
L’economia italiana si trova ad affrontare una sfida complessa: una crescita stentata che fatica a tradursi in un reale aumento del potere d’acquisto per i cittadini. Le previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) per il 2026 e il 2027 delineano un quadro in cui, nonostante il rientro dell’inflazione, i salari reali rimarranno ancora inferiori ai livelli del 2021. Questa situazione, aggravata da squilibri strutturali nel mercato del lavoro e da un contesto internazionale incerto, solleva interrogativi sulla capacità del Paese di garantire un benessere diffuso e una crescita inclusiva.
Un Recupero Incompleto e Disomogeneo
Le stime dell’Upb indicano una crescita del PIL dello 0,7% sia nel 2026 che nel 2027. Un tasso considerato insufficiente per innescare un vero recupero del potere d’acquisto. Si prevede che le retribuzioni reali, alla fine del biennio, saranno ancora inferiori di circa due punti percentuali rispetto ai livelli del 2021. Questo nonostante il graduale aumento dei redditi nominali e il calo dell’inflazione. L’incremento previsto del potere d’acquisto delle famiglie nel periodo 2026-27, stimato mediamente all’1,5% annuo, non sarà sufficiente a recuperare il divario generato dall’ondata inflazionistica degli anni precedenti.
La crescita, inoltre, appare trainata principalmente dalla domanda interna e dall’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il contributo della domanda estera è invece negativo, mentre gli investimenti mostrano un rallentamento rispetto al 2025. Una fonte di ulteriore apprensione è rappresentata dalla progressione delle retribuzioni orarie previste dai contratti, la quale ha evidenziato una decelerazione progressiva nel corso del 2025, passando dal 3,9% su base annua nel primo trimestre al 2,8% nell’ultimo, con una media del 3,1% per l’intero anno. Questo rallentamento riguarda soprattutto il settore privato, dove oltre il 42% dei dipendenti risulta ancora in attesa di rinnovo contrattuale.

- Finalmente un articolo che mette in luce......
- È deprimente constatare che i salari......
- E se invece di inseguire la crescita......
Squilibri Strutturali nel Mercato del Lavoro
Il mercato del lavoro italiano è caratterizzato da squilibri strutturali che ne limitano la capacità di generare una crescita inclusiva. La struttura occupazionale appare sempre più sbilanciata verso le età mature, con una continua crescita dei lavoratori over 50. Questo è dovuto sia ai requisiti di pensionamento più stringenti sia alle dinamiche demografiche e di invecchiamento della popolazione. Contestualmente, si osserva una persistente diminuzione degli occupati nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, una tendenza negativa che si protrae da otto trimestri.
Un altro elemento di preoccupazione è rappresentato dall’elevato tasso di inattività, soprattutto tra i giovani, le donne e nel Mezzogiorno. Nei mesi estivi del 2025, l’inattività è aumentata al 33,3%, con un tasso che sfiora il 51% nella fascia 15-34 anni e raggiunge il 57,2% per le donne. Nonostante la percentuale di disoccupati sia diminuita, attestandosi al di sotto del 6% e raggiungendo il livello più basso degli ultimi vent’anni, questo fenomeno è in parte attribuibile alla diminuzione della popolazione in età lavorativa.
Produttività e Margini di Profitto: Una Distorsione Statistica
Un aspetto cruciale da considerare è la misurazione della produttività del lavoro. Le rilevazioni ufficiali, che si basano sul rapporto tra il Prodotto Interno Lordo e le ore di lavoro impiegate, non quantificano l’efficienza fisica (ovvero la quantità di beni prodotti), bensì il valore aggiunto in termini monetari. Questo significa che la “produttività” di un’azienda è strettamente legata ai suoi margini di profitto e al suo potere di mercato.
Ad esempio, settori come il lusso, la finanza o l’energia, caratterizzati da alti margini di profitto, appaiono più “produttivi” anche se i loro dipendenti lavorano allo stesso modo di quelli di aziende concorrenti con margini inferiori. Questa distorsione statistica può portare a conclusioni errate sulla reale efficienza del sistema produttivo italiano e sulla sua capacità di generare valore per i lavoratori.
Verso un Futuro Più Equo: Politiche per il Recupero del Potere d’Acquisto
La situazione descritta richiede un cambio di passo nelle politiche economiche e sociali. È necessario intervenire per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, ridurre gli squilibri nel mercato del lavoro e promuovere una crescita più inclusiva e sostenibile.
Rinnovi contrattuali: È fondamentale accelerare i rinnovi contrattuali, soprattutto nel settore privato, per recuperare l’inflazione cumulata negli anni precedenti e garantire un aumento reale dei salari.
Politiche per l’occupazione giovanile: Occorre implementare politiche attive per favorire l’occupazione giovanile, contrastare l’inattività e promuovere l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Sostegno al reddito: È necessario rafforzare le misure di sostegno al reddito per le fasce più vulnerabili della popolazione, garantendo un livello di vita dignitoso per tutti. Investimenti in produttività: Occorre investire in innovazione, ricerca e sviluppo per aumentare la produttività del sistema produttivo italiano e migliorare la sua competitività sui mercati internazionali.
Riforma del sistema fiscale:* È necessario riformare il sistema fiscale per renderlo più equo e progressivo, riducendo il carico fiscale sui lavoratori e sulle imprese che investono in innovazione e occupazione.
Difesa del Consumatore: Consapevolezza e Azione
In questo contesto economico complesso, è fondamentale che i consumatori siano consapevoli dei propri diritti e delle proprie possibilità di azione. Una nozione base di difesa del consumatore è la conoscenza dei propri diritti in caso di acquisto di beni o servizi difettosi o non conformi alle aspettative. È importante conservare sempre la documentazione relativa all’acquisto (scontrino, fattura, contratto) e segnalare eventuali problemi al venditore o al fornitore del servizio.
Una nozione avanzata è la partecipazione attiva alle associazioni di consumatori e alle iniziative di advocacy per influenzare le politiche economiche e sociali a favore di una maggiore tutela dei diritti dei consumatori e di una distribuzione più equa della ricchezza.
È importante riflettere sul ruolo che ognuno di noi può svolgere, come consumatori e come cittadini, per contribuire a costruire un futuro più equo e sostenibile. Sostenere le imprese che adottano pratiche responsabili, fare scelte di consumo consapevoli e partecipare attivamente alla vita politica e sociale sono azioni concrete che possono fare la differenza.







