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- Calo del 20% dei prezzi in Italia nel 2025.
- Produzione italiana prevista a circa 300.000 tonnellate nel 2026.
- Importazioni tunisine aumentate del 40% nei primi 10 mesi.
Il 2026 si profila come anno cruciale per il comparto dell’olio d’oliva. Dopo due anni contrassegnati da incrementi significativi nei costi del prodotto, ora ci troviamo all’inizio della correzione delle quotazioni, che appare soprattutto tangibile in Italia. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio sul mercato oleario internazionale della Certified Origins, nell’ultimo trimestre del 2025 alcuni territori produttivi italiani hanno fatto registrare una diminuzione dei valori pari al 20% rispetto ai massimi storici raggiunti nel biennio precedente. Questo fenomeno denota un processo settoriale in atto verso un equilibrio nuovo ed eterogeneo: sebbene gli oli DOP e IGP insieme agli oli pregiati mostrino reattività positiva rimanendo stabili nel loro prestigio intrinseco basato su qualità, origine e valore, altre categorie soffrono maggiormente la fluttuazione.
Per quanto riguarda la campagna agraria del periodo compreso tra il ’25 e il ’26 emerge quindi che vi sono speranze concrete per l’Italia; è prevista infatti una produzione attesa vicino alle 300.000 tonnellate. Sebbene questo numero risulti essere superiore ai risultati conseguiti nei tempi passati, rimane insufficiente ad adempiere completamente alla richiesta interna, consolidando così la posizione dell’Italia quale importante attore mondiale nella scena degli scambi commerciali relativi all’olio d’oliva oltre a sottolinearne la funzione essenziale come hub industriale. Sul piano globale, le dinamiche si presentano come stabili, sebbene caratterizzate da significative disparità. In questo contesto spicca la Spagna, che detiene il primato mondiale nella produzione prevista attorno a circa 1,37 milioni di tonnellate; d’altro canto, la Tunisia emerge quale attore chiave nel bacino del Mediterraneo con volumi compresi tra le 450.000 e le 500.000 tonnellate stimate. Infine, non può passare inosservata la sorprendente performance della Turchia, che registra un incremento notevole nella sua produzione unitamente a una più accentuata propensione per l’export.
Pressioni sui Prezzi e Importazioni: L’Allarme dei Produttori Italiani
L’incremento delle importazioni provenienti dalla Tunisia per quanto concerne l’olio d’oliva economico ha provocato una significativa diminuzione dei prezzi, suscitando conflitti fra gli agricoltori e le imprese che si occupano dell’imbottigliatura. I dati forniti da Coldiretti indicano che nei primi dieci mesi dell’anno scorso c’è stata una crescita del 40% nelle suddette importazioni tunisine, forzando numerosi produttori italiani ad operare in condizioni di perdita. Le varie associazioni professionali evidenziano come tali importazioni siano necessarie visto il profondo deficit strutturale nella produzione locale. La Tunisia sta puntando ad incrementare la propria offerta destinata all’Unione Europea, con l’obiettivo ambizioso di elevare le quantità esportabili esentasse fino a 100.000 tonnellate annuali. Tuttavia, questa iniziativa necessita del benestare da parte degli Stati membri europei, molti dei quali stanno affrontando pressioni dai rispettivi produttori interni.

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- Importazioni tunisine, un danno per i produttori italiani......
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Mercati Internazionali e Sfide Normative: Uno Sguardo al Futuro
Negli Stati Uniti si consolida la posizione dell’olio europeo come mercato vitale; tuttavia, le negoziazioni si fanno più intricate a causa dell’imposizione di dazi doganali, delle fluttuazioni normative incerte e della fragile condizione del dollaro americano. L’interesse verso nuovi orizzonti commerciali cresce notevolmente: i colloqui tra l’Unione Europea ed entità come India e nazioni del Mercosur stanno aprendo varchi verso popolazioni superiori ai billion and a half consumers. Questa evoluzione ha portato a una maggiore enfasi sulla precisione nei controlli e sulla capacità di tracciabilità degli oli. Allo stesso modo, la competizione globale impone al settore olivicolo di intensificare gli investimenti nella qualità certificata, nell’origine, nonché nella necessaria trasparenza, allo scopo di evidenziare il pregio differenziale dei vari oli presenti negli assortimenti commerciali, instillando così maggiore fiducia nei consumatori.
Consumatori Consapevoli: Chiave per un Mercato Oleario Sostenibile
Nell’ambito della dinamicità del mercato dell’olio d’oliva, emerge con preponderanza il valore cruciale della consapevolezza dei consumatori. Riconoscere la provenienza, il livello qualitativo ed eventuali certificazioni associate all’olio extravergine che decidiamo di acquistare non rappresenta solamente una questione legata alle preferenze gustative, ma anche una manifesta assunzione di responsabilità nei confronti degli ecosistemi naturali così come dei produttori stessi.
Caro pubblico acquisto-consapevole, in tale contesto articolato risulta imprescindibile mantenere alta l’informazione personale. La fondazione necessaria della salvaguardia dei diritti consumeristici sottolinea chiaramente come sia nostro diritto avere accesso ai dettagli riguardanti l’origine e le peculiarità degli alimenti acquistati. Controllare le etichette scrupolosamente, ricercare distintivi DOP o IGP ed approfondire conoscenze relative alle modalità colturali impiegate sono attività essenziali per effettuare decisioni ben ponderate.
Inoltre, esiste spazio per incrementare il nostro impegno. Un approccio più sofisticato al consumo responsabile suggerisce che dobbiamo riflettere sull’effetto ecologico-sociale delle nostre selezioni personali nel mercato agroalimentare. Scegliere oli provenienti da realtà aziendali impegnate nella sostenibilità ambientale oltre alla tutela dei diritti lavorativi contribuisce significativamente a promuovere modelli economici circolari ed orientamenti futuri più equilibrati nella distribuzione delle risorse.
Consideriamo questo aspetto: in ogni occasione in cui optiamo per un olio d’oliva, siamo impegnati a esprimere una preferenza economica. I nostri acquisti sostengono specifici metodi produttivi, valorizzano regioni particolari e incidono significativamente sul destino dell’industria olearia. Facciamo scelte ponderate, facciamo scelte illuminate.








