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- L'IPC USA scende al 2,4% annuo a gennaio 2026.
- Taglio dei tassi FED previsto a giugno, fino al 3% a dicembre.
- Oro supera i 5.000 dollari l'oncia, minimi degli ultimi due mesi.
Rallentamento dell’Inflazione USA: Implicazioni per la Federal Reserve
I dati di gennaio 2026 rivelano un rallentamento dell’inflazione negli Stati Uniti, con l’indice dei prezzi al consumo (IPC) in calo al 2,4% su base annua, rispetto al 2,7% di dicembre 2025. Questo rappresenta il livello più basso da maggio 2025. Su base mensile, l’IPC è aumentato dello 0,2%, inferiore alle aspettative che prevedevano un incremento dello 0,3%. Anche l’inflazione “core”, che esclude i prezzi volatili di alimentari freschi ed energia, è diminuita al 2,5% dal 2,6%, toccando il minimo da marzo 2021.
Questi dati hanno alimentato le speculazioni del mercato su un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (FED) già a giugno 2026, con ulteriori riduzioni previste nel corso dell’anno. Le proiezioni suggeriscono che *il costo del credito negli Stati Uniti, la più grande economia globale, potrebbe diminuire fino al 3% entro dicembre 2026.

- Ottime notizie! L'inflazione rallenta, finalmente un po' di respiro...😊...
- Rallentamento dell'inflazione? 🤔 Non illudiamoci troppo, la FED......
- E se il vero problema fosse la dipendenza dagli hyperscaler... 🧐...
Analisi Dettagliata delle Componenti dell’Inflazione
Un’analisi più approfondita delle componenti dell’IPC rivela dinamiche interessanti. Le tariffe aeree hanno registrato un forte aumento del 6,5%, mentre il costo dei funerali è cresciuto al ritmo più elevato mai registrato. Al contrario, i prezzi della ristorazione fuori casa sono aumentati solo dello 0,1%, grazie anche a iniziative promozionali di alcune catene. Riguardo al comparto dei beni, è stato riscontrato un incremento del 2,1% per i prezzi di tabacco e prodotti da fumo, il maggiore dal 2017, mentre il costo degli alcolici acquistati per il consumo casalingo ha registrato un decremento dello 0,4%.
Particolare attenzione viene rivolta alla “supercore inflation” dei servizi, che ha raggiunto il livello più basso da marzo 2021. Questo indicatore, che esclude gli affitti e le componenti più volatili come alimentari ed energia, è attentamente monitorato dalla FED per valutare l’impatto delle pressioni salariali e della domanda di servizi sui prezzi.
Reazione del Mercato e Previsioni di Crescita
L’annuncio riguardante i dati sull’inflazione ha generato conseguenze immediate nei mercati finanziari. I rendimenti associati ai titoli del Tesoro a 2 anni sono calati fino a raggiungere il valore di 3,42%, presupponendo una prossima riduzione delle tasse da parte della FED. D’altra parte, il rendimento decennale si è mantenuto pressoché stabile attorno al 4,06%, registrando i minimi degli ultimi due mesi. Nel contempo, il prezzo dell’oro ha superato la soglia critica dei 5.000 dollari l’oncia in previsione di un possibile allentamento monetario.
In aggiunta a queste dinamiche economiche e finanziarie fondamentali, Morgan Stanley, istituto bancario d’affari rinomato, ha aggiornato positivamente le proprie stime sulla crescita economica statunitense per l’anno 2026: ora si prevede che il PIL reale possa attestarsi intorno al valore di 2,6% anziché la precedente proiezione che indicava solamente. Questo ritocco sulle stime suggerisce anche una fiducia crescente nel rafforzamento degli investimenti aziendali dovuti agli incrementi nella spesa delle aziende hyperscaler.
Implicazioni per la Politica Monetaria e il Futuro della FED
Malgrado il significativo rallentamento dell’inflazione, la FED appare decisa a conservare un comportamento cauto. La Banca centrale si riserva l’opportunità di analizzare nuovi dati sia riguardo all’inflazione che al mercato del lavoro, prima di intraprendere eventuali cambiamenti nelle politiche sui tassi d’interesse. L’attività lavorativa continua a mostrarsi vigorosa; infatti, il tasso di disoccupazione ha registrato una riduzione al 4,3% nel mese di gennaio 2026, mentre i salari orari sono aumentati annualmente del 3,8%, superando quindi l’andamento dell’inflazione.
Le proiezioni indicano che Jerome Powell continuerà come governatore fino alla scadenza naturale del suo mandato fissata per maggio 2026, senza prevedere una diminuzione nei tassi d’interesse nell’immediato futuro. Tuttavia, se dovesse ricevere l’approvazione necessaria da parte del Senato per assumere la carica succedendo a Powell,Kevin Warsh dovrebbe poter fare affidamento su annunci stimolanti durante le sue prime uscite ufficiali.
Consumatori Consapevoli: Come Navigare in un Mercato in Evoluzione
Nell’attuale panorama economico in costante trasformazione, la consapevolezza dei consumatori si rivela essenziale. Appropriarsi delle meccaniche legate all’inflazione e alle ripercussioni delle politiche monetarie permette ai cittadini una conduzione finanziaria ben ponderata.
L’elemento basilare della tutela del consumatore, rappresentato dalla comprensione del potere d’acquisto, assume un ruolo cruciale: nel momento in cui l’inflazione presenta segni di rallentamento, il potere d’acquisto tende ad aumentare; ciò implica una maggiore disponibilità all’acquisto rispetto ai beni e servizi mantenendo invariato il capitale speso.
Spostandosi verso concetti più complessi*, risulta determinante anticipare come variazioni nei tassi d’interesse possano colpire tanto i prestiti quanto gli investimenti. Una diminuzione nelle aliquote d’interesse potrebbe incentivare il ricorso al credito personale; tuttavia, parallelamente porta con sé effetti collaterali sulla redditività degli asset finanziari stessi.
Prenditi un momento per riflettere sull’impatto tangibile che tali fluttuazioni economiche hanno sulle tue abitudini quotidiane. La discesa dell’inflazione ha modificato la tua inclinazione alla spesa? Ti stai interrogando se rivedere le tue strategie di investimento considerando l’orizzonte futuro caratterizzato da possibili abbassamenti nei tassi? Afferrare la natura di tali legami offre l’opportunità di muoversi con una certa fiducia all’interno del vasto e complesso scenario economico.








