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- Calo dei consumi nei locali: spesa a 85 miliardi nel 2024.
- Delivery boom: +20%, generando 1,8 miliardi di euro nel 2022.
- Commissioni elevate: fino al 30% del valore dell'ordine.
Il settore della ristorazione sta vivendo una trasformazione rapida e profonda, caratterizzata da un calo dei consumi nei locali e, contemporaneamente, da un’impennata del delivery. Questa tendenza, che a prima vista può sembrare paradossale, pone interrogativi fondamentali sullo stato di salute dell’economia del settore e sui cambiamenti nelle abitudini alimentari degli italiani.
Il quadro generale: consumi in calo e delivery in ascesa
La ristorazione, un’eccellenza del tessuto economico e culturale italiano, si trova a fronteggiare sfide inedite. Ristoranti, pizzerie, bar e hotel registrano un calo significativo dei consumi, mentre i rider affollano le strade per le consegne a domicilio. Questo mutamento non è un semplice fenomeno superficiale, ma il segnale di dinamiche più complesse che richiedono un’analisi approfondita. I dati del 2024 indicano che la spesa degli italiani per i pasti consumati fuori casa si attesta a 85 miliardi di euro, un dato inferiore rispetto agli 87 miliardi del 2018 e agli 88 miliardi del 2019, prima dell’emergenza pandemica. Questo decremento è riconducibile a diversi fattori, tra cui le difficoltà economiche, l’aumento dei prezzi e la precarietà lavorativa.
L’aumento dell’inflazione, particolarmente accentuato nel settore alimentare (che ha raggiunto il 13,8% nell’ottobre 2022), ha significativamente eroso il potere d’acquisto delle famiglie italiane. Di conseguenza, queste si trovano a dover ridurre le spese considerate non essenziali, tra cui i pasti consumati fuori casa. Le famiglie con maggiori disponibilità economiche spendono in media 806 euro al mese per il cibo consumato tra le mura domestiche, mentre quelle con redditi inferiori si fermano a 372 euro. Allo stesso modo, anche la spesa per i consumi fuori casa evidenzia una marcata differenza: rappresenta il 43,1% della spesa alimentare per le fasce di reddito più alte, ma solo il 12,5% per quelle più basse.
Parallelamente al calo dei consumi nei locali, si osserva un vero e proprio boom del delivery. Questo servizio, un tempo considerato un lusso, è diventato sempre più accessibile e diffuso, grazie alla proliferazione di piattaforme online e alla crescente richiesta di praticità da parte dei consumatori.
Tuttavia, la crescita esponenziale del delivery presenta anche aspetti negativi. Le commissioni elevate imposte dalle piattaforme online riducono i margini di guadagno dei ristoratori, mettendo a rischio la sostenibilità delle loro attività. Inoltre, l’agguerrita competizione tra i ristoranti che offrono il servizio di delivery spesso sfocia in una corsa al ribasso dei prezzi, con ripercussioni sulla qualità degli ingredienti e sulle condizioni di lavoro del personale. Un’indagine svolta dall’Inapp su 40.000 aziende ha rilevato che le piattaforme di food delivery applicano, in media, una commissione del 18,2% agli oltre 19.000 esercizi italiani che ne usufruiscono per la gestione e consegna degli ordini a domicilio. Tuttavia, un ristoratore su tre si trova ad affrontare costi di servizio tramite app che superano il 20%.
Il delivery è diventato un’abitudine di consumo radicata, generando un volume d’affari di 1,8 miliardi di euro nel 2022, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Ciononostante, i benefici di tale crescita non sono distribuiti in modo uniforme. Nel 2021, le tre principali piattaforme del settore, Just Eat, Glovo e Deliveroo, hanno registrato in Italia un fatturato complessivo superiore a 358 milioni di euro, segnando un aumento del 40% rispetto all’anno precedente.
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L’impatto sui ristoratori: tra opportunità e sfide
Per i ristoratori, il successo del delivery rappresenta un’arma a doppio taglio. Da un lato, offre una nuova opportunità per ampliare la propria clientela e aumentare il fatturato. Dall’altro, le commissioni elevate richieste dalle piattaforme di delivery comprimono i margini di profitto, mettendo a rischio la tenuta economica delle attività.
Molti ristoratori si vedono obbligati ad aderire alle piattaforme di delivery per non perdere competitività, ma al contempo devono fare i conti con commissioni che possono raggiungere anche il 30% del valore dell’ordine. Questo riduce drasticamente i loro profitti, soprattutto per i ristoranti indipendenti e le piccole imprese familiari. La situazione è ulteriormente complicata dalla forte concorrenza tra i ristoranti che offrono il servizio di delivery. Per attirare i clienti, molti ristoratori sono spinti a ridurre i prezzi, a scapito della qualità degli ingredienti e delle condizioni lavorative del personale.
Inoltre, l’utilizzo delle piattaforme di delivery può determinare una perdita di controllo sul rapporto con il cliente. I ristoratori non hanno accesso diretto ai dati dei clienti e non possonoPersonalizzare l’offerta o fidelizzarli. Questo può rendere difficile la costruzione di un rapporto duraturo con i clienti e la creazione di un brand forte.
Nonostante le difficoltà, alcuni ristoratori sono riusciti a sfruttare il delivery con successo. Questi ristoratori hanno investito in packaging di alta qualità, hanno curato la presentazione dei piatti e hanno offerto un servizio clienti eccellente. Inoltre, hanno utilizzato i social media per promuovere il loro servizio di delivery e interagire con i clienti. Un’indagine ha evidenziato che il 79,8% dei ristoranti che utilizzano il food delivery ha registrato un aumento dei ricavi tra il 2020 e il 2021, rispetto al 77,8% degli esercizi che non ne fanno uso. Questa differenza di due punti percentuali sembra indicare che la presenza sulle app potrebbe non essere un vantaggio così significativo. *Rimane però in sospeso la domanda su come si sarebbero evolute le attività dei ristoratori in assenza dell’adozione dei servizi offerti dalle piattaforme, mancando quindi una controprova.*
Alcuni ristoranti hanno poi deciso di affrancarsi dalle piattaforme di delivery e di sviluppare un proprio servizio di consegna a domicilio. Tale scelta consente loro di mantenere il controllo sulla relazione con il cliente, diPersonalizzare l’offerta e di evitare le onerose commissioni delle piattaforme.
Qualità, ambiente e consapevolezza: le sfide del futuro
L’esplosione del delivery solleva anche importanti questioni legate alla qualità del cibo e all’impatto ambientale. Il trasporto prolungato può alterare il sapore e la consistenza dei piatti, mentre l’utilizzo massiccio di imballaggi monouso contribuisce all’inquinamento e alla produzione di rifiuti. Il giro d’affari 2020 del cibo a domicilio in Italia ammonta a oltre 700 milioni di euro con un tasso di crescita del 19% rispetto al 2019.
I consumatori sono sempre più consapevoli di queste problematiche e chiedono un delivery più sostenibile e responsabile. Molti ristoranti stanno rispondendo a questa domanda offrendo opzioni di packaging riutilizzabile o compostabile, utilizzando mezzi di trasporto ecologici per le consegne e promuovendo la riduzione degli sprechi alimentari. Deliveristo, marketplace digitale B2B che mette in contatto diretto ristoratori con i fornitori, ha <a class="crl" target="_blank" rel="nofollow" href="https://www.repubblica.it/il-gusto/2021/11/07/news/food_delivery_vademecum_sostenibilita_ristoranti-325213975/”>stilato un vademecum in cinque punti indirizzato a chef e consumatori per cercare di ridurre l’impronta carbonica del food delivery. La prima mossa consiste nel prediligere menu composti da prodotti biologici, stagionali e a chilometro zero, prestando maggiore attenzione al processo di selezione degli ingredienti da parte degli chef. Un altro aspetto cruciale è l’attenzione all’imballaggio. Per un servizio di consegna ecologico, è preferibile optare per contenitori in cartone, più facili da riciclare, o, se possibile, in carta certificata o riciclata. Esistono sul mercato nuove tipologie di imballaggi ecocompatibili, compostabili, biodegradabili e riciclabili, realizzati in cellulosa, che mirano a minimizzare l’impatto ambientale. È consigliabile evitare, quando fattibile, l’uso di confezioni, posate e contenitori in plastica monouso; in questo contesto, una valida alternativa è rappresentata da stoviglie compostabili o prodotte con bioplastica. I consumatori, dal canto loro, possono contribuire specificando nelle note dell’ordine di non voler ricevere posate monouso o bustine di olio, sale e zucchero.
Per un delivery più sostenibile è fondamentale anche la collaborazione tra ristoratori, piattaforme di delivery e consumatori. I ristoratori possono scegliere di utilizzare imballaggi ecologici e di offrire opzioni di consegna a basso impatto ambientale. Le piattaforme di delivery possono incentivare i ristoranti a adottare pratiche sostenibili e a offrire ai clienti la possibilità di compensare le emissioni di CO2 generate dalle consegne. I consumatori possono fare la loro parte scegliendo ristoranti che adottano pratiche sostenibili, ordinando solo ciò che realmente consumano e smaltendo correttamente gli imballaggi.

TOREPLACE: Create an iconographic image inspired by neoplastic and constructivist art. The image should feature pure, rational, and conceptual geometric shapes, with a particular emphasis on vertical and horizontal lines. Depict stylized representations of the following entities: 1) A restaurant table with empty chairs, symbolizing the decline in in-person dining. 2) A delivery rider on a bicycle, representing the rise of food delivery services. 3) A stack of disposable food containers, highlighting the environmental impact of packaging waste. 4) A euro symbol with an arrow pointing downwards, indicating the economic challenges faced by restaurants. Use a predominantly cool and desaturated color palette. The image should be simple, unified, and easily understandable, without any text.
Prospettive future: verso un nuovo modello di ristorazione
La crisi dei consumi fuori casa e il boom del delivery rappresentano una sfida per il settore della ristorazione, ma anche un’opportunità per reinventarsi e adattarsi alle mutate esigenze dei consumatori. Il futuro della ristorazione sarà probabilmente caratterizzato da un modello ibrido, in cui i ristoranti offriranno sia il servizio in sala che il delivery, integrando le due opzioni in modo sinergico.
I ristoratori dovranno investire in tecnologia per migliorare l’esperienza del cliente, sia in sala che a domicilio. Questo significa offrire la possibilità di prenotare online, diPersonalizzare l’ordine tramite app, di pagare con il cellulare e di ricevere il cibo a domicilio in tempi brevi e con un servizio impeccabile.
Allo stesso tempo, i ristoratori dovranno concentrarsi sulla qualità degli ingredienti, sulla creatività dei piatti e sull’esperienza complessiva del cliente. Questo significa offrire un menu vario e interessante, utilizzare prodotti freschi e di stagione, curare la presentazione dei piatti e creare un’atmosfera accogliente e piacevole. La ristorazione del futuro dovrà essere sempre piùPersonalizzata, sostenibile e coinvolgente, in grado di soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più attento e consapevole. Il delivery si trasformerà sempre più in un sistema integrato con il ristorante.
Un approccio innovativo potrebbe consistere nell’organizzazione di eventi speciali a domicilio, come cene a tema o degustazioni guidate, che offrano ai clienti un’esperienza unica e memorabile. L’importante è differenziarsi dalla concorrenza e offrire qualcosa di speciale che vada oltre la semplice consegna di cibo a domicilio.
Il settore della ristorazione sta vivendo una fase di profonda trasformazione, e solo chi saprà adattarsi e innovare potrà sopravvivere e prosperare. La chiave del successo sarà la capacità diPersonalizzare l’offerta, di investire in tecnologia, di adottare pratiche sostenibili e di creare un’esperienza cliente unica e memorabile.
Nuovi orizzonti per il settore della ristorazione
L’attuale scenario presenta una complessa sfida, ma al contempo apre le porte a nuove prospettive per il settore della ristorazione. La capacità di adattamento e l’innovazione diventano elementi cruciali per affrontare il calo dei consumi fuori casa e capitalizzare il boom del delivery. I ristoratori che sapranno cogliere le opportunità offerte dalla tecnologia, dalla sostenibilità e dallaPersonalizzazione dell’esperienza cliente saranno in grado di prosperare in questo contesto in evoluzione. In un mercato sempre più competitivo, la differenziazione e l’offerta di valore aggiunto rappresentano la chiave per conquistare e fidelizzare una clientela sempre più attenta ed esigente.
Guardando al futuro, è fondamentale che il settore della ristorazione si impegni a promuovere un modello di consumo più consapevole e responsabile. Questo implica la valorizzazione dei prodotti locali e di stagione, la riduzione degli sprechi alimentari, l’adozione di pratiche sostenibili e la sensibilizzazione dei consumatori sull’importanza di fare scelte informate. Solo attraverso un approccio integrato e collaborativo sarà possibile garantire un futuro prospero e sostenibile per il settore della ristorazione, preservando al contempo la ricchezza e la diversità della tradizione culinaria italiana.
In questo contesto, è fondamentale che i consumatori siano consapevoli dei propri diritti e delle proprie responsabilità. Un’azione di base per la difesa dei consumatori è, ad esempio, quella di informarsi accuratamente sulle condizioni di vendita e sulle politiche di reso delle piattaforme di delivery. Un’azione avanzata, invece, potrebbe consistere nel partecipare attivamente a iniziative di sensibilizzazione e advocacy per promuovere pratiche più eque e sostenibili nel settore della ristorazione.
Riflettiamoci un momento: in fondo, il nostro rapporto con il cibo è un riflesso del nostro rapporto con il mondo. Scegliere consapevolmente cosa mangiamo e come lo consumiamo significa prendersi cura di noi stessi, degli altri e del pianeta. Non è forse questo il vero significato di una vita vissuta pienamente?








