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- La bioeconomia europea impiega oltre 17 milioni di persone.
- Valore economico di 2.700 miliardi di euro generato nel 2023.
- 10 miliardi di euro di domanda bio-based entro il 2030.
La Commissione Europea ha presentato il 27 novembre 2025 la nuova Strategia per la Bioeconomia, un piano ambizioso volto a trasformare l’economia europea attraverso l’uso di risorse biologiche rinnovabili. Questa strategia, che prevede le prime proposte legislative nel primo trimestre del 2026 e ulteriori misure fino al 2030, punta a sostituire i materiali e i prodotti derivati da fonti fossili con alternative sostenibili e circolari. La finalità principale è l’impiego di risorse biologiche rinnovabili, sia terrestri che marine, per la produzione di alimenti, materiali, energia, prodotti chimici, biomasse, fibre tessili, bioplastiche, fertilizzanti e una vasta gamma di altri beni.
Un Nuovo Paradigma Economico
Sotto il titolo “Un Nuovo Paradigma Economico”, la Strategia per la Bioeconomia si propone come catalizzatore per una crescita ecologica, rafforzando la competitività e la resilienza del continente. Il suo scopo è assicurare la sicurezza alimentare e nutrizionale, promuovere una gestione più sostenibile delle risorse naturali, diminuire la dipendenza da risorse non rinnovabili, contribuire efficacemente alla lotta contro il cambiamento climatico, potenziare la posizione competitiva dell’Europa e generare nuove opportunità lavorative. Questo approccio coinvolge diversi ambiti, tra cui agricoltura, silvicoltura, pesca, acquacoltura, la produzione industriale di materiali, biotecnologie, biofabbricazione, la chimica sostenibile e lo sviluppo di nuovi materiali. Tra le aree considerate prioritarie, spiccano le plastiche a base biologica, i materiali per imballaggio e le fibre tessili. La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica l’11 marzo 2025, invitando cittadini, imprese, agricoltori, silvicoltori e altri stakeholder a contribuire con idee e suggerimenti. La Strategia per la Bioeconomia intende attrarre investimenti, stimolare l’innovazione e creare un ambiente di mercato propizio per i prodotti basati su risorse biologiche. Attualmente, il settore della bioeconomia nell’Unione Europea impiega oltre 17 milioni di individui, ovvero circa l’8% della forza lavoro totale, e nel 2023 ha generato un valore economico stimato di circa 2.700 miliardi di euro. La Commissione Europea ritiene che questa strategia possa sbloccare il potenziale della bioeconomia, trasformandola in una componente decisiva della transizione verso industrie pulite, circolari e resilienti.
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I Pilastri Fondamentali della Strategia
Sotto il titolo “I Pilastri Fondamentali della Strategia”, la Strategia per la Bioeconomia si fonda su una sinergia di azioni, finanziamenti e strumenti normativi volti a trasformare la bioeconomia in un propulsore industriale, economico e ambientale. Gli elementi centrali di questo piano comprendono:
Innovazioni Bio-based: Sostenere l’espansione delle innovazioni a base biologica attraverso investimenti pubblici e privati, e un quadro normativo più agile e chiaro, facilitando l’approvazione di nuove soluzioni, specialmente per le piccole e medie imprese. Si prevede la creazione di un gruppo di investimento per la bioeconomia volto a stimolare capitali privati e lo sviluppo di “mercati guida” per materiali e tecnologie bio-based.
Incentivi alla Domanda: Promuovere la domanda di prodotti a base biologica introducendo requisiti obbligatori nei contesti legislativi, in modo che l’utilizzo di materie prime di origine fossile sia gradualmente sostituito da alternative sostenibili. È prevista la fondazione di una “Alleanza per l’Europa bio-based”, un’organizzazione volontaria di imprese europee impegnate ad acquistare congiuntamente soluzioni a base biologica, con l’obiettivo di generare 10 miliardi di euro di domanda di prodotti bio-based entro il 2030.
Uso Sostenibile della Biomassa: Favorire la circolarità e valorizzare la biomassa secondaria (rifiuti agricoli, sottoprodotti, scarti) quale materia prima per la produzione di bioenergie, bioplastiche, fertilizzanti e altri impieghi. Sono previsti incentivi per gli agricoltori e i forestali che adottano le pratiche più rispettose dell’ambiente, come la protezione del suolo, la conservazione dei depositi di carbonio e l’utilizzo responsabile della biomassa. Si prevedono iniziative pilota per l’implementazione della bioeconomia a livello locale, in aree rurali, costiere e urbane.
Internazionalizzazione e Resilienza: Promuovere l’utilizzo ottimale delle risorse biologiche europee, al fine di ridurre la dipendenza da materie prime fossili e dalle importazioni di materiali considerati strategici. Fornire all’industria europea un accesso agevolato ai mercati globali, consolidando la posizione competitiva dell’UE e la sua autonomia strategica.
Il regolamento per l’ecodesign dei prodotti sostenibili (ESPR) stabilirà requisiti di prestazione e durata per i tessuti, inclusi quelli realizzati con fibre bio-based. La revisione dei metodi di Product Environmental Footprint considererà indicatori relativi alla prestazione delle fibre e all’impatto ambientale, facilitando la comprensione dei materiali bio-based. Un gruppo di lavoro della Rete della Politica Agricola Comuna esplorer come rafforzare la capacità di lavorazione della lana nell’UE e diversificare il reddito degli agricoltori. Questo nuovo schema strategico si colloca in una visione più ampia, connettendo la bioeconomia alle politiche di innovazione, decarbonizzazione, economia circolare e industria pulita. Con l’intervento del Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU), la Commissione indirizza risorse verso la ricerca e l’innovazione: tecnologie intersettoriali, nuovi materiali, processi di biomanifattura efficienti, biorisanamento e circolarità del carbonio.

Prompt per l’AI: Crea un’immagine iconica ispirata all’arte neoplastica e costruttivista che raffiguri le principali entità della Strategia per la Bioeconomia. Visualizza un albero stilizzato con radici che si estendono verso il basso, rappresentando le risorse biologiche rinnovabili. Sulla chioma dell’albero, posiziona icone geometriche che simboleggiano i prodotti bio-based: una foglia stilizzata per i materiali, una goccia per l’energia, un ingranaggio per l’industria e un piatto per il cibo. Includi anche una figura umana stilizzata che interagisce con l’albero, simboleggiando il consumatore consapevole. Lo stile dell’immagine dev’essere caratterizzato da forme geometriche pure e razionali, con un’enfasi sulle linee verticali e orizzontali. Utilizza una palette di colori perlopiù freddi e desaturati, come il blu, il grigio e il verde chiaro. L’immagine non deve contenere testo e deve essere semplice, unitaria e facilmente comprensibile.
Critiche e Sfide
Nonostante le ambizioni della Strategia per la Bioeconomia, diverse critiche sono state sollevate. L’European Environmental Bureau (EEB) ha espresso preoccupazione per il fatto che la strategia non affronti l’eccessiva domanda di risorse da parte dell’Europa e trascuri il danno che ciò potrebbe infliggere alle persone e alla natura. Eva Bille, responsabile dell’economia circolare presso l’EEB, ha evidenziato che la strategia non riconosce la necessità di ridurre drasticamente l’impatto sugli ecosistemi. Un’altra critica riguarda la mancanza di un riferimento a “standard e metodologie per un uso e un non uso responsabili” delle biomasse e l’assenza di una gerarchia di utilizzo che premi le applicazioni meno impattanti e riduca gradualmente quelle più impattanti, come l’uso a fini energetici. Samy Porteron, Senior Programme Manager di ECOS (Environmental Coalition on Standards), ha dichiarato che la Strategia per la Bioeconomia “invece di correggere altri vecchi errori, li mette al centro dell’attenzione e li riveste di un nuovo marchio”. Anche Chiara Di Mambro, Direttrice strategia Italia e Europa di ECCO, ha evidenziato che la strategia non collega in modo diretto l’uso delle risorse biologiche al rilancio competitivo del settore della chimica e che il quadro incentivante favorisce l’utilizzo della biomassa per le bioenergie, senza adeguato supporto per l’innovazione e lo sviluppo dei biomateriali. Una ricerca condotta da ECCO ha mostrato che la richiesta di biomassa in Italia supererà la disponibilità di 2-3 volte entro il 2030, generando una forte competizione tra i vari impieghi, quali biocombustibili, polimeri di origine naturale e altri utilizzi industriali.
Verso un Futuro Sostenibile: Riflessioni Finali
La Strategia per la Bioeconomia rappresenta un passo significativo verso un’economia più sostenibile e circolare. Tuttavia, il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità di affrontare le critiche sollevate e di garantire un uso responsabile e sostenibile delle risorse biologiche. È fondamentale che la strategia promuova pratiche di gestione sostenibile del territorio, come la silvicoltura più vicina alla natura, l’agroecologia e l’agricoltura biologica, e che incentivi l’innovazione e lo sviluppo di biomateriali a più alto valore aggiunto. Solo in questo modo sarà possibile trasformare la bioeconomia in un motore di crescita verde, competitività e resilienza, garantendo al contempo la protezione dell’ambiente e la salute delle persone.
Consumatori Consapevoli: Chiavi per un Futuro Sostenibile
Amici lettori, la Strategia per la Bioeconomia dell’UE ci offre un’opportunità unica per ripensare il nostro modo di consumare e produrre. Una nozione base di difesa del consumatore che si applica perfettamente qui è il concetto di responsabilità estesa del produttore (REP). Questo principio implica che i produttori non sono responsabili solo della produzione di un bene, ma anche della sua gestione alla fine del ciclo di vita. Nel contesto della bioeconomia, questo significa che le aziende dovrebbero progettare prodotti che siano facilmente riciclabili, compostabili o riutilizzabili, riducendo così la dipendenza dalle risorse fossili e minimizzando l’impatto ambientale.
Una nozione più avanzata è quella dell’analisi del ciclo di vita (LCA). Questa metodologia permette di valutare l’impatto ambientale di un prodotto o servizio lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime alla produzione, distribuzione, utilizzo e smaltimento. Applicando l’LCA ai prodotti bio-based, possiamo identificare i punti critici e ottimizzare i processi per ridurre al minimo l’impronta ecologica.
Vi invito a riflettere su come le vostre scelte quotidiane possono contribuire a promuovere un’economia più circolare e sostenibile. Scegliere prodotti bio-based, supportare aziende che adottano pratiche responsabili e informarsi sull’impatto ambientale dei beni che acquistiamo sono tutti passi importanti verso un futuro in cui la prosperità economica va di pari passo con la protezione del nostro pianeta. Ricordate, ogni piccolo gesto conta!
—– *Articolo Riformulato con le Frasi Parafrasate:
La Commissione Europea ha presentato il 27 novembre 2025 la nuova Strategia per la Bioeconomia, un piano ambizioso volto a trasformare l’economia europea attraverso l’uso di risorse biologiche rinnovabili. Questa strategia, che prevede le prime proposte legislative nel primo trimestre del 2026 e ulteriori misure fino al 2030, punta a sostituire i materiali e i prodotti derivati da fonti fossili con alternative sostenibili e circolari. La finalità principale è l’impiego di risorse biologiche rinnovabili, sia terrestri che marine, per la produzione di alimenti, materiali, energia, prodotti chimici, biomasse, fibre tessili, bioplastiche, fertilizzanti e una vasta gamma di altri beni.
Un Nuovo Paradigma Economico
Sotto il titolo “Un Nuovo Paradigma Economico”, la Strategia per la Bioeconomia si propone come catalizzatore per una crescita ecologica, rafforzando la competitività e la resilienza del continente. Il suo scopo è assicurare la sicurezza alimentare e nutrizionale, promuovere una gestione più sostenibile delle risorse naturali, diminuire la dipendenza da risorse non rinnovabili, contribuire efficacemente alla lotta contro il cambiamento climatico, potenziare la posizione competitiva dell’Europa e generare nuove opportunità lavorative. Questo approccio coinvolge diversi ambiti, tra cui agricoltura, silvicoltura, pesca, acquacoltura, la produzione industriale di materiali, biotecnologie, biofabbricazione, la chimica sostenibile e lo sviluppo di nuovi materiali. Tra le aree considerate prioritarie, spiccano le plastiche a base biologica, i materiali per imballaggio e le fibre tessili. La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica l’11 marzo 2025, invitando cittadini, imprese, agricoltori, silvicoltori e altri stakeholder a contribuire con idee e suggerimenti. La Strategia per la Bioeconomia intende attrarre investimenti, stimolare l’innovazione e creare un ambiente di mercato propizio per i prodotti basati su risorse biologiche. Attualmente, il settore della bioeconomia nell’Unione Europea impiega oltre 17 milioni di individui, ovvero circa l’8% della forza lavoro totale, e nel 2023 ha generato un valore economico stimato di circa 2.700 miliardi di euro. La Commissione Europea ritiene che questa strategia possa sbloccare il potenziale della bioeconomia, trasformandola in una componente decisiva della transizione verso industrie pulite, circolari e resilienti.
I Pilastri Fondamentali della Strategia
Sotto il titolo “I Pilastri Fondamentali della Strategia”, la Strategia per la Bioeconomia si fonda su una sinergia di azioni, finanziamenti e strumenti normativi volti a trasformare la bioeconomia in un propulsore industriale, economico e ambientale. Gli elementi centrali di questo piano comprendono:
*Innovazioni Bio-based: Sostenere l’espansione delle innovazioni a base biologica attraverso investimenti pubblici e privati, e un quadro normativo più agile e chiaro, facilitando l’approvazione di nuove soluzioni, specialmente per le piccole e medie imprese. Si prevede la creazione di un gruppo di investimento per la bioeconomia volto a stimolare capitali privati e lo sviluppo di “mercati guida” per materiali e tecnologie bio-based. Incentivi alla Domanda: Promuovere la domanda di prodotti a base biologica introducendo requisiti obbligatori nei contesti legislativi, in modo che l’utilizzo di materie prime di origine fossile sia gradualmente sostituito da alternative sostenibili. È prevista la fondazione di una “Alleanza per l’Europa bio-based”, un’organizzazione volontaria di imprese europee impegnate ad acquistare congiuntamente soluzioni a base biologica, con l’obiettivo di generare 10 miliardi di euro di domanda di prodotti bio-based entro il 2030.
Uso Sostenibile della Biomassa: Favorire la circolarità e valorizzare la biomassa secondaria (rifiuti agricoli, sottoprodotti, scarti) quale materia prima per la produzione di bioenergie, bioplastiche, fertilizzanti e altri impieghi. Sono previsti incentivi per gli agricoltori e i forestali che adottano le pratiche più rispettose dell’ambiente, come la protezione del suolo, la conservazione dei depositi di carbonio e l’utilizzo responsabile della biomassa. Si prevedono iniziative pilota per l’implementazione della bioeconomia a livello locale, in aree rurali, costiere e urbane.
Internazionalizzazione e Resilienza: Promuovere l’utilizzo ottimale delle risorse biologiche europee, al fine di ridurre la dipendenza da materie prime fossili e dalle importazioni di materiali considerati strategici. Fornire all’industria europea un accesso agevolato ai mercati globali, consolidando la posizione competitiva dell’UE e la sua autonomia strategica.
La previsione è di istituire un consorzio denominato “Alleanza per l’Europa bio-based”, una realtà su base volontaria che vedrà coinvolte aziende europee determinate ad acquisire in modo collaborativo soluzioni basate sulla biologia, con il preciso intento di generare una domanda di prodotti bio-based che raggiunga i 10 miliardi di euro entro l’anno 2030.
L’obiettivo di “Internazionalizzazione e resilienza” è incrementare il valore delle risorse biologiche europee per attenuare la dipendenza dai combustibili fossili e dalle importazioni di materie prime essenziali.
La normativa sull’ecodesign dei prodotti sostenibili (ESPR) definirà parametri di performance e di durata per i tessuti, compresi quelli realizzati con fibre di origine biologica.
La rivalutazione delle metodologie di Product Environmental Footprint terrà in considerazione gli indicatori relativi all’efficacia delle fibre e all’incidenza ambientale, agevolando la comprensione dei materiali bio-based.
Un gruppo di lavoro istituito dalla Rete della Politica Agricola Comune studierà le modalità per potenziare le capacità di lavorazione della lana all’interno dell’UE e per diversificare le fonti di reddito degli agricoltori.
Attraverso l’intervento del Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU), la Commissione destina risorse alla ricerca e all’innovazione, focalizzandosi su tecnologie intersettoriali, materiali innovativi, processi di biofabbricazione efficienti, biorisanamento e la circolarità del carbonio.
Samy Porteron, Senior Programme Manager di ECOS (Environmental Coalition on Standards), ha dichiarato che la Strategia per la Bioeconomia “invece di correggere altri vecchi errori, li mette al centro dell’attenzione e li riveste di un nuovo marchio”.

Prompt per l’AI: Crea un’immagine iconica ispirata all’arte neoplastica e costruttivista che raffiguri le principali entità della Strategia per la Bioeconomia. Visualizza un albero stilizzato con radici che si estendono verso il basso, rappresentando le risorse biologiche rinnovabili. Sulla chioma dell’albero, posiziona icone geometriche che simboleggiano i prodotti bio-based: una foglia stilizzata per i materiali, una goccia per l’energia, un ingranaggio per l’industria e un piatto per il cibo. Includi anche una figura umana stilizzata che interagisce con l’albero, simboleggiando il consumatore consapevole. Lo stile dell’immagine dev’essere caratterizzato da forme geometriche pure e razionali, con un’enfasi sulle linee verticali e orizzontali. Utilizza una palette di colori perlopiù freddi e desaturati, come il blu, il grigio e il verde chiaro. L’immagine non deve contenere testo e deve essere semplice, unitaria e facilmente comprensibile.
Critiche e Sfide
Nonostante le ambizioni della Strategia per la Bioeconomia, diverse critiche sono state sollevate. L’European Environmental Bureau (EEB) ha espresso preoccupazione per il fatto che la strategia non affronti l’eccessiva domanda di risorse da parte dell’Europa e trascuri il danno che ciò potrebbe infliggere alle persone e alla natura. Eva Bille, responsabile dell’economia circolare presso l’EEB, ha evidenziato che la strategia non riconosce la necessità di ridurre drasticamente l’impatto sugli ecosistemi. Un’altra critica riguarda la mancanza di un riferimento a “standard e metodologie per un uso e un non uso responsabili” delle biomasse e l’assenza di una gerarchia di utilizzo che premi le applicazioni meno impattanti e riduca gradualmente quelle più impattanti, come l’uso a fini energetici. Samy Porteron, Senior Programme Manager di ECOS (Environmental Coalition on Standards), ha dichiarato che la Strategia per la Bioeconomia “invece di correggere altri vecchi errori, li mette al centro dell’attenzione e li riveste di un nuovo marchio”. Anche Chiara Di Mambro, Direttrice strategia Italia e Europa di ECCO, ha evidenziato che la strategia non collega in modo diretto l’uso delle risorse biologiche al rilancio competitivo del settore della chimica e che il quadro incentivante favorisce l’utilizzo della biomassa per le bioenergie, senza adeguato supporto per l’innovazione e lo sviluppo dei biomateriali. Una ricerca condotta da ECCO ha mostrato che la richiesta di biomassa in Italia supererà la disponibilità di 2-3 volte entro il 2030, generando una forte competizione tra i vari impieghi, quali biocombustibili, polimeri di origine naturale e altri utilizzi industriali.
Verso un Futuro Sostenibile: Riflessioni Finali
La Strategia per la Bioeconomia rappresenta un passo significativo verso un’economia più sostenibile e circolare. Tuttavia, il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità di affrontare le critiche sollevate e di garantire un uso responsabile e sostenibile delle risorse biologiche. È fondamentale che la strategia promuova pratiche di gestione sostenibile del territorio, come la silvicoltura più vicina alla natura, l’agroecologia e l’agricoltura biologica, e che incentivi l’innovazione e lo sviluppo di biomateriali a più alto valore aggiunto. Solo in questo modo sarà possibile trasformare la bioeconomia in un motore di crescita verde, competitività e resilienza, garantendo al contempo la protezione dell’ambiente e la salute delle persone.
Consumatori Consapevoli: Chiavi per un Futuro Sostenibile
Amici lettori, la Strategia per la Bioeconomia dell’UE ci offre un’opportunità unica per ripensare il nostro modo di consumare e produrre. Una nozione base di difesa del consumatore che si applica perfettamente qui è il concetto di responsabilità estesa del produttore (REP). Questo principio implica che i produttori non sono responsabili solo della produzione di un bene, ma anche della sua gestione alla fine del ciclo di vita. Nel contesto della bioeconomia, questo significa che le aziende dovrebbero progettare prodotti che siano facilmente riciclabili, compostabili o riutilizzabili, riducendo così la dipendenza dalle risorse fossili e minimizzando l’impatto ambientale.
Una nozione più avanzata è quella dell’analisi del ciclo di vita (LCA). Questa metodologia permette di valutare l’impatto ambientale di un prodotto o servizio lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime alla produzione, distribuzione, utilizzo e smaltimento. Applicando l’LCA ai prodotti bio-based, possiamo identificare i punti critici e ottimizzare i processi per ridurre al minimo l’impronta ecologica.
Vi invito a riflettere su come le vostre scelte quotidiane possono contribuire a promuovere un’economia più circolare e sostenibile. Scegliere prodotti bio-based, supportare aziende che adottano pratiche responsabili e informarsi sull’impatto ambientale dei beni che acquistiamo sono tutti passi importanti verso un futuro in cui la prosperità economica va di pari passo con la protezione del nostro pianeta. Ricordate, ogni piccolo gesto conta!
- Comunicato stampa della Commissione UE sulla nuova strategia per la bioeconomia.
- Presentazione sulla bioeconomia circolare come nuovo paradigma economico per aree interne.
- Strategia UE per prodotti tessili sostenibili e circolari entro il 2030.
- Dettagli sugli esiti della consultazione pubblica UE sulla bioeconomia.








