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- Aumento del 53% delle quotazioni immobiliari UE (2015-2024).
- Affitti: previsto un incremento del 27.8% (2010-2025).
- Servono 650.000 nuove unità abitative ogni anno in UE.
Attualmente l’Europa sta navigando attraverso una crisi straordinaria legata al settore abitativo; infatti si registra un incremento esorbitante nel costo sia dell’acquisto degli immobili sia degli affitti. Questa escalation finanziaria incide pesantemente sulle finanze quotidiane di milioni di cittadini europei. Nel periodo compreso tra il 2015 e il 2024, le quotazioni immobiliari all’interno dell’Unione Europea hanno mostrato un aumento medio pari al 53%, evidenziando casi estremi in stati come l’Ungheria (+209.5%), la Lituania (+135%) e il Portogallo (+124.4%). Analogamente avviene con le spese relative agli affitti: dal 2010 fino al 2025, si prevede un incremento del 27.8%. Tali cifre superano significativamente quelle sull’aumento dei salari, rendendo insostenibile questa realtà soprattutto per categorie vulnerabili quali giovani adulti, studenti universitari o famiglie con basso reddito.
Riferendosi ai dati relativi al 2024, ci si accorge che oltre il 40% del proprio stipendio viene impiegato da circa il 9.8% delle famiglie residenti nelle zone urbane mentre questo dato scende al 6.3% nelle aree meno densamente popolate. In Italia inoltre è emerso come attorno alla media complessiva venga investito circa il 13.6% dei guadagni mensili solo nella questione residenziale; tuttavia, secondo stime formulate dalla Commissione Europea, sarà indispensabile integrare approssimativamente 650 unità abitative necessarie affinché possano venire soddisfatte le esigenze della popolazione residente nell’UE. Ogni anno si richiedono 000 unità abitative, considerando gli attuali standard di fornitura che ammontano a circa 1,6 milioni, e ciò comporta una spesa stimata intorno ai 150 miliardi di euro annui.
Le Iniziative Europee per Affrontare la Crisi
Di fronte a questa emergenza, la Commissione Europea ha nominato il primo commissario per l’Housing nella storia dell’esecutivo comunitario, il danese Dan Jørgensen. Verso la fine dell’anno precedente, è stato introdotto il primo piano europeo in materia di alloggi a costi contenuti, “con l’obiettivo di aiutare gli Stati membri a realizzare alloggi più accessibili, sostenibili e di qualità in tutta Europa”. Il programma dell’UE si concentra sull’incremento dell’offerta di soluzioni abitative, sulla promozione di investimenti e riforme strutturali, e sul supporto alle fasce di popolazione più colpite, come i giovani, gli universitari, le persone a basso reddito e altri gruppi in condizioni di svantaggio. Tra le azioni previste, spiccano la revisione delle normative comunitarie sugli aiuti di Stato, aprendo nuove possibilità per il settore dell’edilizia residenziale.
Inoltre, sono previste misure per snellire le procedure burocratiche relative alla costruzione di nuove abitazioni, alle ristrutturazioni e ai progetti di riqualificazione. Significativi investimenti saranno destinati alla creazione di alloggi specificamente pensati per gli studenti. Bruxelles ha finora mobilitato 43 miliardi di investimenti nel settore immobiliare residenziale e intende mobilitare altri 10 miliardi nel 2026 e nel 2027 attraverso InvestEU.
Jørgensen, il commissario, presenterà entro la fine dell’anno una nuova proposta legislativa riguardante gli affitti di breve durata in quelle zone che affrontano significative difficoltà abitative. Tale iniziativa, pur non costituendo un “divieto”, contribuirà a “definire le aree soggette a stress abitativo”.

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Le Specificità Nazionali e le Sfide Italiane
Le manifestazioni della crisi abitativa variano notevolmente da nazione a nazione. Si evidenziano livelli allarmanti di sovraffollamento in stati come la Bulgaria, la Romania e la Lettonia. Al contrario, Cipro, Malta e i Paesi Bassi non presentano uno scenario altrettanto drammatico. Purtroppo, le difficoltà nell’accesso agli affitti costringono i residenti di Bulgaria, Irlanda, Polonia, Portogallo e Spagna, e alcune aree d’Austria e Italia, a dover utilizzare oltre l’80% degli stipendi medi per ottenere una sistemazione adeguata.
Il contesto italiano manifesta una contraddizione interessante: benché vi siano circa 35 milioni di unità abitative, quasi 10 milioni (27,3%) sono attualmente sfitte. Questo fenomeno include sia seconde residenze che immobili non idonei, dandosi quindi chiaramente uno stridente confronto con i numeri della Francia, che conta solo 7% vuoti.
Strutturalmente, vi è un’opportunità problematica, con la proprietà italiana che offre circa il 55% della disponibilità totale a fronte di necessità non soddisfatte. Si evidenzia l’esigenza di un indirizzo più chiaro per affrontare questa problematica. Le procedure burocratiche si rivelano aggravate da una tutela inadeguata della proprietà: gli sfratti risultano complessi da attuare e i tempi necessari per le risoluzioni giudiziarie si protraggono notevolmente. Tale situazione genera timori legati alla morosità e incentiva il ricorso agli affitti di breve periodo.
In tale contesto normativo emerge la legge di Bilancio del 2026, la quale introduce un ambizioso Piano Casa con un finanziamento totale di 200 milioni, riguardante il biennio (2026-2027). Questa iniziativa è diretta principalmente all’edilizia sociale per le categorie più vulnerabili come giovani, anziani e persone fragili; ad essa si aggiunge il potenziamento dei bonus dedicati alle ristrutturazioni – fissando al 50% per l’acquisto della prima casa e al 36% per gli immobili secondari – nonché l’esclusione dell’immobile principale dal calcolo Isee fino alla cifra di 91.500 euro, elevabile fino a 200 mila nelle aree metropolitane.
Verso un Futuro Abitativo Sostenibile e Accessibile: Un Imperativo Sociale
La questione dell’emergenza abitativa in Europa costituisce una problematica intrinsecamente complessa che esige interventi sia coordinati a livello continentale sia incisivi sul piano nazionale. Le iniziative avviate dalla Commissione Europea—tra cui spicca il programma per favorire l’edilizia residenziale a costi contenuti—costituiscono sicuramente una mossa significativa verso la soluzione del problema; nondimeno, risulta imperativo che le nazioni aderenti si dedichino alla realizzazione di politiche effettive destinate ad ampliare l’offerta disponibile di sistemazioni abitative, sostenere i segmenti socialmente più vulnerabili ed incoraggiare la formazione di mercati immobiliari giusti ed omogenei.
Non si deve considerare la questione degli alloggi solo sotto il profilo economico ma anche nella sua valenza sociale decisiva. Disporre concretamente della garanzia di avere accesso a uno spazio vivibile dignitoso equivale ad affermare diritti umani basilari essenziali per il miglioramento della qualità esistenziale individuale oltre alla salvaguardia del benessere psicologico: tutte dimensioni cruciali per edificare stabilità futura. Investire nell’abitazione non è solo necessario ma diventa quindi strumentale al progresso collettivo dell’Europa stessa ed al beneficio dei suoi cittadini.
Invito i cari lettori a ponderare attentamente su uno snodo centrale: la speculazione immobiliare. Dietro gli incrementi di prezzo si nascondono frequentemente manovre speculative che alterano profondamente il mercato immobiliare, rendendo difficoltoso l’accesso alla casa per molti. È una verità fondamentale nel campo della difesa del consumatore quella di essere sempre informati e coscienti dei propri diritti. Non abbiate timore di denunciare comportamenti scorretti per far sentire la vostra opinione.
Tuttavia, è cruciale andare oltre questo aspetto iniziale. Un livello successivo di comprensione sottolinea quanto sia vitale promuovere il concetto di economia circolare, particolarmente nell’ambito dell’edilizia. La riqualificazione degli immobili già esistenti invece della costruzione ex novo non solo diminuisce l’impatto sull’ambiente, ma offre anche opportunità per realizzare abitazioni a un costo più accessibile. Riflettete sul numero considerevole di strutture dismesse che potrebbero essere convertite in spazi abitativi confortevoli ed ecologici.
Che idea vi siete fatti al riguardo? Siete disposti ad adottare un atteggiamento da consumatori maggiormente consapevoli, contribuendo così a un futuro residenziale giusto e sostenibile? La nostra capacità d’azione determina il corso degli eventi futuri.
- Dettagli sul piano europeo per alloggi accessibili, istituito dal Parlamento Europeo.
- Pagina del Commissario europeo Dan Jørgensen, responsabile per energia e alloggi.
- Analisi del Piano Casa europeo, utile per approfondire le iniziative UE.
- Dati e infografiche ufficiali del Parlamento Europeo sulla crisi abitativa.








