E-Mail: [email protected]
- Nel 2024, il debito globale ha raggiunto 104mila miliardi di dollari.
- Servizio del debito aumentato del 10%, arrivando a 921 miliardi per Paesi vulnerabili.
- 3,4 miliardi di persone vivono in Paesi con spesa debito > sanità/istruzione.
L’accumulo del debito globale si configura come una problematica strutturale che trascende la mera dimensione economica, incidendo profondamente sui diritti sociali e alimentando l’instabilità politica. La discussione internazionale, spesso focalizzata su conflitti e sicurezza, rischia di oscurare il ruolo centrale del debito nell’amplificare le disparità tra il Nord e il Sud del mondo. Il finanziamento allo sviluppo, di conseguenza, viene relegato ai margini dell’agenda politica.
L’escalation del debito globale: una panoramica
Nel 2024, il debito globale ha raggiunto la cifra di 104mila miliardi di dollari, segnando un incremento rispetto ai 97mila miliardi del 2023. Di questa ingente somma, circa 31mila miliardi di dollari costituiscono un onere significativo per le nazioni in via di sviluppo. Il ritmo di crescita del debito nelle economie fragili è risultato doppio rispetto a quello delle economie avanzate negli ultimi dieci anni. Il servizio del debito, ovvero il pagamento degli interessi, è diventato un fattore di pressione preponderante, con un aumento del 10% in un solo anno, raggiungendo i 921 miliardi di dollari per i Paesi vulnerabili. L’accesso al credito rimane fortemente asimmetrico, con i bond decennali africani che offrono un rendimento medio del 9,8%, contro il 2,8% dei titoli statunitensi nel periodo 2020-25.

- 🚀 Un futuro equo è possibile se... ...
- 😠 Inaccettabile! Il debito strozza il......
- 🤔 E se il debito fosse una scusa per......
Conseguenze sociali e politiche del debito
Le conseguenze sociali del debito sono tangibili e misurabili. In questo momento, 3,4 miliardi di individui risiedono in nazioni dove la spesa per gli interessi sul debito supera quella destinata a sanità e istruzione. Questa cifra riguarda 61 Paesi, rispetto ai 54 dell’anno precedente. In tali scenari, l’accesso ai servizi essenziali è ristretto, e il disagio sociale si sta intensificando. Le manifestazioni in Kenya e in altre nazioni vulnerabili, innescate dall’incremento della pressione fiscale dovuto agli aggiustamenti di bilancio, evidenziano come la riduzione dello spazio fiscale possa condurre a instabilità politica. Da due anni, le nazioni in via di sviluppo stanno assistendo a una fuoriuscita netta di risorse finanziarie, avendo restituito ai creditori internazionali somme superiori rispetto a quanto ottenuto tramite nuove linee di finanziamento.
Analisi della Banca Mondiale e casi nazionali
Il rapporto della Banca Mondiale evidenzia che tra il 2022 e il 2024 i Paesi a basso e medio reddito hanno trasferito ai creditori 741 miliardi di dollari in più rispetto a quanto ottenuto in nuove erogazioni, il deflusso più ampio degli ultimi cinquant’anni. Il montante complessivo del debito estero che grava sulle nazioni in via di sviluppo ha raggiunto la ragguardevole cifra di 8,9mila miliardi di dollari nel 2024, con 1,2mila miliardi specificamente concentrati nei Paesi più fragili che beneficiano dell’assistenza dell’agenzia Ida. In Ghana, a seguito del default e della ristrutturazione promossa dal Fondo Monetario Internazionale, il rapporto debito/Pil ha iniziato a decrescere, sebbene il piano di rimborso permanga delicato. In Zambia, le prolungate negoziazioni con i creditori pubblici e privati hanno ostacolato la ripresa economica, mentre in Sri Lanka, la crisi del debito ha giocato un ruolo chiave nel crollo economico e nelle turbolenze istituzionali. Haiti e Somalia restano imprigionate in una spirale di indebitamento, fragilità istituzionale e gravi crisi umanitarie.
Prospettive e possibili soluzioni
Le opportunità per interventi strutturali concreti permangono limitate. Solamente il 7% del debito pubblico a lungo termine delle nazioni in via di sviluppo è detenuto dai membri del Club di Parigi, mentre circa il 60% si trova in mano a investitori privati, i quali sono generalmente meno propensi a concedere condizioni favorevoli. I processi di ristrutturazione procedono con lentezza e sono spesso accompagnati da misure fiscali restrittive che comprimono ulteriormente la spesa destinata al welfare. Nonostante la riapertura dei mercati obbligazionari nel 2024, con afflussi netti di 80 miliardi di dollari verso i Paesi emergenti, il quadro generale non ha subito modifiche sostanziali. I tassi di interesse persistono su livelli elevati, le scadenze si avvicinano rapidamente e lo spazio per investire in sanità, istruzione e infrastrutture continua a ridursi.
Verso un futuro di incertezza: la necessità di una nuova architettura finanziaria
Il debito, quindi, si conferma un moltiplicatore di disuguaglianze. Finché questa dinamica persisterà senza variazioni, lo sviluppo del Sud del mondo rimarrà ostacolato e le disparità globali continueranno a crescere. La congiuntura attuale impone una profonda revisione dell’assetto finanziario mondiale, coinvolgendo attivamente i creditori privati e stabilendo un nesso tra la gestione del debito e gli obiettivi di giustizia climatica. Si tratta di traguardi ambiziosi, ma indispensabili per invertire la rotta e garantire un avvenire più equo e sostenibile. La sfida è trasformare il debito da strumento di oppressione a leva per lo sviluppo.
Amici lettori, riflettiamo insieme su quanto il debito possa influenzare le nostre vite, anche se viviamo in Paesi apparentemente stabili. Una nozione base di difesa del consumatore ci ricorda che la trasparenza e la consapevolezza finanziaria sono fondamentali per evitare di cadere in trappole debitorie. Informarsi sui tassi di interesse, leggere attentamente i contratti e pianificare le spese sono passi essenziali per proteggere il nostro benessere economico.
Ma c’è di più. Una nozione avanzata ci suggerisce che la partecipazione attiva alla vita politica e sociale è cruciale per influenzare le decisioni che riguardano la gestione del debito pubblico*. Sostenere politiche che promuovano la trasparenza, la responsabilità e la giustizia sociale può contribuire a creare un sistema finanziario più equo e sostenibile per tutti.
Chiediamoci: cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per contribuire a un mondo più giusto e libero dal peso del debito? Forse, il primo passo è iniziare a informarci e a far sentire la nostra voce.








