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Il Declino dei Negozi in Piemonte: Cause e Soluzioni Urgenti

La chiusura di 800 negozi nel primo trimestre del 2024 mette a rischio l'economia locale e la vita sociale delle città piemontesi. Scopri le proposte di Confesercenti per contrastare questa crisi.
  • Nel primo trimestre del 2024, il Piemonte ha visto la chiusura di 800 negozi al dettaglio.
  • In dieci anni, si è registrata una perdita fiscale cumulata di 5,2 miliardi di euro.
  • Nel 2013, le consegne online erano 75 milioni; nel 2024 si prevede che raggiungeranno 734 milioni.

Nel primo trimestre del 2024, il Piemonte ha assistito alla scomparsa di 800 negozi al dettaglio, una media di nove negozi al giorno, inclusi i giorni festivi. Questo dato allarmante è stato confermato dall’Ufficio studi di Confesercenti, che ha evidenziato come la crisi del commercio di vicinato non accenni a fermarsi. La migrazione degli acquisti verso le piattaforme internazionali di e-commerce ha avuto un impatto devastante sul tessuto commerciale locale, con un conseguente crollo del gettito fiscale generato dai negozi.

Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte, ha dichiarato che “lo scambio tra vetrine e pacchi non è alla pari per le economie dei territori”. La desertificazione commerciale ha portato a una perdita cumulata di 5,2 miliardi di euro di entrate fiscali negli ultimi dieci anni, con lo Stato e gli enti locali che hanno perso significative somme di denaro. Il gettito sfumato include 910 milioni di euro di Imu, 660 milioni di euro di Tari, 2,24 miliardi di euro di Irpef, 223 milioni di euro di addizionali regionali e comunali Irpef, 700 milioni di euro di Irap e 510 milioni di euro di altri tributi comunali.

La Crescita degli Acquisti Online

Parallelamente al declino dei negozi fisici, gli acquisti online sono cresciuti esponenzialmente. Nel 2013, le consegne di acquisti online erano 75 milioni; quest’anno, si prevede che raggiungeranno i 734 milioni a livello nazionale. Questo incremento del 13% rispetto all’anno precedente evidenzia una tendenza inarrestabile verso il commercio elettronico. La migrazione degli acquisti verso le piattaforme internazionali di e-commerce non solo ha ridotto il numero di negozi fisici, ma ha anche spostato il gettito fiscale all’estero.

Nel primo trimestre del 2024, il Piemonte ha registrato la scomparsa di 786 imprese del commercio al dettaglio, 80 unità in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le aperture di nuove attività sono state solo 594, meno della metà rispetto a dieci anni fa. In dieci anni, il numero di negozi di vicinato è calato del 15%, con settori come l’abbigliamento e le edicole che hanno visto raddoppiare questa percentuale.

Impatto Economico e Sociale

La desertificazione commerciale non ha solo conseguenze economiche, ma anche sociali e culturali. Le città rischiano di perdere la loro identità, con le storiche insegne che chiudono i battenti. Tra le attività che hanno alzato bandiera bianca negli ultimi mesi figurano la boutique Michele nel quartiere Cenisia, che ha servito i clienti per 62 anni, e il negozio di alimentari Mongelli, un’icona di Borgo Filadelfia noto per la sua vasta selezione di salumi, formaggi e dolci specialità del Meridione.

Il caso di Oysho, marchio dedicato all’intimo, sportwear e costumi da bagno, è emblematico: il negozio al civico 354 di via Roma ha chiuso i battenti due mesi fa, e ora i clienti possono acquistare i capi del brand esclusivamente online. Questo trend è chiaro e preoccupante, e senza interventi adeguati, le aperture di nuovi negozi in Piemonte potrebbero ridursi a meno di 1.000 entro il 2030.

Proposte e Interventi Necessari

Per affrontare questa crisi, Confesercenti propone di considerare il commercio come un settore protetto, similmente a quanto avviene per l’agricoltura nell’Unione Europea. I fondi europei dovrebbero essere diretti verso il piccolo commercio, e sono urgenti misure che mettano fine ai trattamenti di favore inaccettabili per le grandi piattaforme del web. È necessario garantire pari condizioni fiscali e norme di tutela della concorrenza.

Con le elezioni regionali ed europee alle porte, Confesercenti chiede agli schieramenti politici non solo affermazioni di principio, ma un impegno concreto a realizzare queste misure. La desertificazione commerciale non è solo una questione economica, ma riguarda anche la qualità della vita nelle città e nei quartieri, che rischiano di diventare spazi anonimi attraversati solo dai furgoni delle consegne a domicilio.

Bullet Executive Summary

In conclusione, la crisi del commercio al dettaglio in Piemonte è un problema complesso che richiede interventi urgenti e mirati. La crescita degli acquisti online ha avuto un impatto devastante sui negozi fisici, con conseguenze economiche e sociali significative. È essenziale che le politiche pubbliche riconoscano l’importanza del commercio di vicinato e adottino misure per proteggerlo e sostenerlo.

Nozione base: La difesa dei consumatori è fondamentale per garantire che i diritti dei cittadini siano tutelati in un mercato sempre più globalizzato e digitalizzato. È importante che i consumatori siano consapevoli delle loro scelte e delle implicazioni che queste hanno sull’economia locale.

Nozione avanzata: L’economia circolare rappresenta un modello sostenibile che può contribuire a rivitalizzare il commercio locale. Promuovere il riuso, la riparazione e il riciclo può creare nuove opportunità per i negozi di vicinato, riducendo al contempo l’impatto ambientale del consumo di massa.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

2 commenti

  1. Ah, e se la gente non fosse così pigra da ordinare tutto online? Certo, gli e-commerce sono comodi, ma stiamo distruggendo le nostre città per comodità. E poi ci lamentiamo del traffico!?!

  2. È deprimente vedere tanti negozi chiudere in Piemonte 😢, ma è la dura realtà del progresso. Non possiamo vivere nel passato per sempre. Oppure vogliamo tornare ai telegrammi?

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