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Come il Cambiamento Climatico Influenzera i Prezzi Alimentari Globali entro il 2035?

Lo studio tedesco prevede un aumento dell'inflazione alimentare tra o,9 e 3,2% ogni anno, con impatti severi in Africa e altre regioni vulnerabili
  • Incremento dell'inflazione alimentare tra lo 0,9% e il 3,2% annuo entro il 2035.
  • Incertezza alimentare in Ghana: 62% della popolazione di Mion affronta insicurezza alimentare moderata o grave.
  • Aumento del prezzo del grano da 60 a 144,22 dollari al barile nel 2008.

Una recente analisi condotta da un gruppo di ricercatori tedeschi ha evidenziato come il riscaldamento globale potrebbe incrementare l’inflazione dei prezzi alimentari tra lo 0,9 e il 3,2% all’anno entro il 2035. Questo effetto sarà avvertito in tutto il mondo, sia nei paesi ad alto reddito che in quelli a basso reddito, con un impatto particolarmente significativo nel Sud del mondo. In particolare, l’Africa risulterà essere la regione più colpita, nonostante il suo contributo minimo al cambiamento climatico.

La ricerca si è concentrata su un evento specifico in Ghana, un paese particolarmente vulnerabile alle conseguenze del cambiamento climatico. L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) descrive l’Africa occidentale come un “punto caldo” del cambiamento climatico, con modelli che prevedono un aumento estremo delle temperature e una riduzione delle precipitazioni. Più della metà della popolazione del Ghana dipende dall’agricoltura alimentata dalla pioggia, rendendo il paese estremamente vulnerabile.

Nel distretto rurale di Mion, nel nord del Ghana, il 62% della popolazione soffre di insicurezza alimentare moderata o grave, mentre il 26% soffre di grave insicurezza alimentare, rimanendo senza cibo per un giorno intero. Queste percentuali sono peggiori delle medie nazionali del Ghana (rispettivamente 39% e 6%) e simili a quelle di altri paesi poveri dell’Africa occidentale come Togo, Burkina Faso e Benin. La situazione a Mion non è considerata una carestia improvvisa, ma piuttosto un “fenomeno normale” a causa degli effetti del cambiamento climatico.

Speculazione sui Derivati e Prezzi delle Materie Prime Alimentari

Un altro fattore che influenza i prezzi alimentari è la speculazione sui mercati finanziari, in particolare tramite i derivati. I derivati sono contratti finanziari il cui valore “deriva” da un bene sottostante, come titoli, indici o materie prime. Originariamente nati come strumenti di copertura dai rischi, oggi i derivati sono utilizzati soprattutto per operazioni speculative, permettendo di scommettere sul prezzo futuro di un bene.

La speculazione sui derivati può avere un impatto significativo sui prezzi delle materie prime alimentari. Ad esempio, se due controparti scommettono sul prezzo futuro del grano, il prezzo del grano nel mondo reale può essere influenzato dalle fluttuazioni del mercato dei derivati. Questo fenomeno è noto come “the tail that wags the dog”, ovvero la coda che scodinzola il cane.

Negli ultimi anni, investitori istituzionali come fondi pensione e piccoli risparmiatori si sono lanciati nel mercato finanziario delle materie prime tramite prodotti come gli Exchange Traded Funds (ETF) e gli Exchange Traded Commodities (ETC). Questi strumenti permettono di scommettere sull’andamento dei prezzi delle materie prime, senza finanziare direttamente la produzione o il commercio. Questo ha portato a una montagna di denaro finanziario che si riversa sul mercato delle materie prime, creando una domanda “sintetica” che può far salire i prezzi.

Un esempio significativo è il mercato del petrolio, dove nel 2008 il prezzo è passato dai 60 dollari al barile del 2006 ai 144,22 dollari del 3 luglio 2008, per poi precipitare sotto i 50 dollari in una settimana. Questo tipo di oscillazioni estreme è difficile da spiegare con la semplice legge della domanda e dell’offerta e indica chiaramente l’influenza della speculazione finanziaria.

Crisi Geopolitiche e Aumento dei Prezzi Alimentari

La pandemia e lo scoppio della guerra in Ucraina hanno ulteriormente modificato l’andamento dell’economia mondiale, con conseguenze pesanti che si riflettono anche nel nostro Paese. I costi dei prodotti sono aumentati vertiginosamente, aggiungendo difficoltà nel reperire materie prime. L’industria cerca di assorbire questi rincari, ma spesso non riesce a sostenerli, penalizzando il carrello dei consumatori.

I settori che risentono maggiormente della situazione socio-politica sono quello dell’energia e quello alimentare. L’aumento dei costi delle materie prime e il caro-bollette stanno appesantendo l’intera catena di approvvigionamento alimentare, con difficoltà che si espandono fino agli ultimi anelli della catena. Le fasi più colpite sono i costi e la reperibilità delle materie prime, nonché il rincaro di mangimi e concimi.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2022 l’impatto sui conti delle famiglie italiane è stato stimato in un aggravio pari a +1.228,80 euro annui. La guerra in Ucraina ha ulteriormente aggravato la situazione, con un’inflazione nel settore alimentare che ha superato il +4,6% in media. L’Italia, che produce solo il 65% del grano necessario all’industria di trasformazione, è particolarmente vulnerabile alle interruzioni delle importazioni.

La guerra in Ucraina rappresenta un duro colpo per i prodotti di esportazione, come il grano. Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), la Russia è il maggior esportatore di grano al mondo, mentre l’Ucraina si posiziona al quarto posto. L’Italia, che consuma in media 23 kg di pasta pro capite all’anno, ha visto un aumento del prezzo della pasta pari a 20 centesimi in più per ogni pacco da mezzo chilo.

Prospettive Future e Soluzioni

Le previsioni per il futuro non sono rosee. L’aumento dei costi interessa l’intera filiera agroalimentare, dalla raccolta alla lavorazione dei prodotti, fino alla conservazione e distribuzione. Per contenere l’aumento dei costi e non precipitare la situazione, è fondamentale che ogni componente della filiera faccia la propria parte. È importante gestire la distribuzione e affidarsi all’esperienza e agli studi di mercato per comprendere le nuove tendenze e adeguarsi alle richieste del mercato.

Un esempio di come affrontare queste sfide è rappresentato da LoDe Food, un’agenzia specializzata dal 1999 nello sviluppo commerciale delle aziende alimentari. Grazie alla consulenza di LoDe Food, le aziende possono restare aggiornate sui trend di settore e sulle esigenze attuali del mercato e del consumatore, adeguando i propri servizi e prodotti ai trend del momento per soddisfare le richieste dei clienti.

Bullet Executive Summary

In conclusione, l’aumento dei prezzi alimentari è un fenomeno complesso influenzato da molteplici fattori, tra cui il cambiamento climatico, la speculazione finanziaria e le crisi geopolitiche. È fondamentale che i consumatori siano consapevoli di queste dinamiche e che le istituzioni adottino misure per regolamentare i mercati e proteggere i più vulnerabili.

Una nozione base di difesa dei consumatori è la consapevolezza dell’impatto della speculazione finanziaria sui prezzi delle materie prime alimentari. È importante che i consumatori comprendano come le loro scelte di investimento possano influenzare i prezzi dei beni di prima necessità e adottino un approccio etico e responsabile.

Una nozione avanzata di economia circolare applicabile al tema dell’articolo è l’importanza di promuovere pratiche agricole sostenibili e resilienti al cambiamento climatico. Investire in tecnologie e pratiche che riducono l’impatto ambientale e aumentano la resilienza delle colture può contribuire a stabilizzare i prezzi alimentari e garantire la sicurezza alimentare a lungo termine.

Riflettendo su questi temi, i lettori possono comprendere meglio le dinamiche globali che influenzano i prezzi alimentari e adottare comportamenti più consapevoli e responsabili, contribuendo a un sistema alimentare più equo e sostenibile.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

Un commento

  1. Beh, è chiaro che il cambiamento climatico colpisce di più le regioni povere, come l’Africa, che non hanno risorse per ripararsi. È ingiusto che debbano pagare il prezzo più alto quando contribuiscono così poco all’inquinamento globale. Dobbiamo fare di più per aiutarli!

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