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Emergenza stipendi: neolaureati italiani fuggono all’estero per salari più alti

Il Rapporto Almalaurea 2024 evidenzia la crescente tendenza dei neolaureati italiani a cercare lavoro all'estero, attratti da retribuzioni significativamente più elevate rispetto a quelle offerte in Italia.
  • Il tasso di occupazione dei neolaureati a un anno dal titolo è sceso al 74,1% per i laureati di primo livello e al 75,7% per quelli di secondo livello.
  • Il 46,7% dei laureati dell'Università di Bologna proviene da fuori regione, molto al di sopra della media nazionale del 24,8%.
  • I neolaureati italiani che si trasferiscono all'estero guadagnano in media 2.174 euro netti al mese, quasi il 60% in più rispetto a quelli che rimangono in Italia.

Il panorama dei neolaureati italiani: sfide e opportunità

Il recente Rapporto Almalaurea 2024 ha messo in luce una serie di dati significativi riguardanti i neolaureati italiani, evidenziando tendenze e problematiche che riflettono il mutato contesto economico e sociale. Tra i punti salienti, emerge che i neolaureati italiani rifiutano sempre più frequentemente offerte di lavoro con stipendi bassi, preferendo trasferirsi all’estero dove le retribuzioni sono significativamente più alte.

La media di età alla laurea nel 2023 è di 25,7 anni, in leggero calo rispetto ai 26,6 anni del 2013. Questo dato riflette un miglioramento nella regolarità degli studi, con il 61,5% degli studenti che riesce a concludere il percorso nei tempi previsti. Tuttavia, per la prima volta dopo dodici anni, si è registrato un lieve ridimensionamento dell’1% nella quota di laureati regolari rispetto al 2022.

Il tasso di occupazione dei neolaureati, a un anno dal conseguimento del titolo, è pari al 74,1% per i laureati di primo livello e al 75,7% per quelli di secondo livello, con una riduzione rispettivamente dell’1,3% e dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Questo calo è indicativo delle difficoltà che i giovani incontrano nel mercato del lavoro, sempre più selettivo e competitivo.

Il caso dell’Università di Bologna

L’Università di Bologna si distingue nel panorama nazionale per la sua capacità di attrarre studenti da fuori regione e dall’estero. Nel 2023, il 46,7% dei laureati Unibo proveniva da fuori regione, una percentuale doppia rispetto alla media nazionale del 24,8%. Inoltre, il numero di laureati con cittadinanza estera è cresciuto al 7,2%, ben al di sopra della media nazionale del 4,7%.

Il tasso di occupazione dei laureati Unibo, a un anno dal titolo, è del 78,9%, superiore alla media nazionale del 75,7%. A cinque anni dalla laurea, il tasso di occupazione sale all’88,8%, con il 52,7% degli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato. La maggior parte dei laureati trova impiego nel settore privato (63,6%), seguito dal settore pubblico (32%) e dal non-profit (4,3%).

Un altro dato significativo riguarda le esperienze di studio all’estero, che coinvolgono il 14,4% dei laureati Unibo, contro una media nazionale del 9,8%. Le esperienze di tirocinio riconosciute nei corsi di studio sono in aumento, coinvolgendo il 61,7% dei laureati, rispetto al 60,7% dell’anno precedente.

Stipendi e mobilità internazionale

Un aspetto cruciale emerso dal rapporto è la differenza salariale tra i neolaureati che scelgono di lavorare in Italia e quelli che si trasferiscono all’estero. I neolaureati italiani guadagnano in media meno di 1.400 euro netti al mese, mentre chi si trasferisce all’estero può arrivare a guadagnare fino a 2.174 euro, quasi il 60% in più.

Questa disparità salariale è uno dei motivi principali per cui molti giovani laureati italiani decidono di emigrare. Il 60% dei neolaureati triennali e il 66% di quelli con laurea magistrale ha dichiarato di non essere disposto ad accettare un lavoro con uno stipendio di 1.250 euro al mese. Questi dati sono in netto aumento rispetto all’anno precedente.

Il rapporto evidenzia anche che la composizione socio-economica e culturale dei laureati italiani non rispecchia la popolazione generale. Un laureato su tre è figlio di laureati, mentre solo il 20% della popolazione adulta italiana lo è. Inoltre, circa il 40% dei laureati in Giurisprudenza e Medicina proviene da famiglie di avvocati, magistrati, notai, medici o farmacisti.

Bullet Executive Summary

Il Rapporto Almalaurea 2024 offre uno spaccato dettagliato delle condizioni dei neolaureati italiani, mettendo in evidenza le sfide legate alla ricerca di lavoro e alle retribuzioni. La crescente indisponibilità ad accettare stipendi bassi e la propensione a trasferirsi all’estero per ottenere salari più alti sono temi centrali che riflettono un mercato del lavoro in evoluzione.

In un contesto di difesa dei consumatori e consumatori consapevoli, è fondamentale che i giovani laureati siano informati e preparati a navigare un mercato del lavoro complesso e competitivo. La consapevolezza delle proprie competenze e delle opportunità disponibili, sia in Italia che all’estero, rappresenta un elemento chiave per prendere decisioni informate e strategiche per il proprio futuro professionale.

Inoltre, promuovere politiche di economia circolare e sostenibilità può offrire nuove opportunità di impiego in settori emergenti, contribuendo a creare un mercato del lavoro più inclusivo e dinamico. La capacità di adattarsi e innovare sarà determinante per i neolaureati che desiderano costruire una carriera di successo in un mondo in continua trasformazione.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

Un commento

  1. MariaRossi: Finalmente un articolo che mostra la realtà! Il mercato del lavoro in Italia è davvero pessimo. Serve una riforma urgente!

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