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Perché il quantitative easing potrebbe portarci a una crisi finanziaria nel 2026?

Scopri come le politiche della Federal Reserve e i cicli economici influenzano la stabilità finanziaria globale e quali sono le proiezioni per il 2026.
  • Le politiche di quantitative easing della Federal Reserve potrebbero portare a una nuova crisi finanziaria nel 2026.
  • Secondo Simon Ward, la prossima crisi potrebbe verificarsi non prima del 2027, basandosi sui cicli economici di Kitchin, Juglar e Kuznets.
  • Il debito pubblico dell'Italia potrebbe raggiungere il 140,4% del PIL nel 2026, superando quello della Grecia.

Negli ultimi anni, il panorama economico globale è stato caratterizzato da una serie di eventi e politiche che hanno influenzato profondamente la stabilità del mercato azionario. Le politiche monetarie adottate dalle banche centrali, in particolare, hanno giocato un ruolo cruciale. Tra queste, la Federal Reserve statunitense ha implementato misure straordinarie per sostenere l’economia globale, ma queste stesse misure potrebbero portare a una nuova crisi borsistica nel 2026.

Il Ruolo del Quantitative Easing (QE)

Negli ultimi decenni, il debito pubblico degli Stati Uniti è cresciuto a un ritmo più rapido rispetto al PIL, creando uno squilibrio che ha sollevato preoccupazioni per una possibile crisi del credito e una spirale deflazionistica. Per mitigare questi rischi, la Federal Reserve ha implementato politiche di monetizzazione del debito pubblico attraverso il quantitative easing (QE). Tuttavia, queste misure, sebbene necessarie nel breve termine, potrebbero avere conseguenze a lungo termine, portando a una nuova crisi finanziaria nel 2026.

Proiezioni e Analisi dei Cicli Economici

Secondo Simon Ward, economic adviser di Janus Henderson, la prossima grande crisi finanziaria potrebbe verificarsi non prima del 2027. Ward basa la sua analisi sullo studio di tre grandi cicli dell’economia: delle scorte industriali, degli investimenti delle imprese e del settore immobiliare. Questi cicli hanno durate differenti: il ciclo di Kitchin (3-5 anni), il ciclo di Juglar (7-11 anni) e il ciclo di Kuznets (15-25 anni). Una crisi finanziaria profonda si verifica solo quando il rallentamento di questi cicli è sincronizzato, come avvenuto nel 1990-91 e nel 2008-2009.

Attualmente, siamo testimoni di una frenata marcata rispetto al 2012 e al 2016, che potrebbe trasformarsi in una recessione. Tuttavia, i dati non sono così negativi da rendere questo scenario centrale. Potrebbe essere necessario un ulteriore shock esterno, come un’escalation della guerra commerciale tra USA e Cina o una Brexit senza accordo, per rendere la recessione inevitabile.

Preparazione alla Prossima Crisi

Se una nuova crisi finanziaria dovesse colpire nei prossimi 10 anni, saremo capaci di uscirne fuori? La memoria storica gioca un ruolo cruciale nella gestione del rischio. Un sondaggio condotto su 150 top manager finanziari ha rivelato che tre quarti di loro descrivono la crisi del 2008 come un evento traumatico, e metà afferma che il suo ricordo influenza le politiche di gestione del rischio delle loro aziende. Tuttavia, la memoria della crisi potrebbe non sopravvivere per altri 15 anni, poiché le carriere nella finanza sono generalmente più brevi della media.

Secondo uno studio dell’economista Elise Brezis, esiste una correlazione diretta tra crisi finanziarie e periodi di egemonia geopolitica. Quando l’equilibrio del potere è contestato, come durante le guerre mondiali, è più difficile fermare il contagio finanziario. Le tensioni geopolitiche attuali potrebbero aumentare il rischio di una nuova crisi finanziaria.

Prospettive Economiche per l’Italia

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede che la crescita dell’Italia nel 2024 e 2025 sarà intorno allo 0,7%, ma crollerà allo 0,2% nel 2026 a causa dell’esaurimento del Superbonus e della debolezza del Pnrr. Questo quadro a tinte fosche è diverso da quello previsto dal governo italiano, che stima una crescita dell’1% per quest’anno.

Nel 2026, il debito pubblico dell’Italia potrebbe superare quello della Grecia, raggiungendo il 140,4% del PIL. Questo sorpasso è dovuto a una crescita più rapida del debito italiano rispetto a quello greco. Entrambi i Paesi possono giocare la carta dei rispettivi Pnrr per dare fiato alle loro economie, ma la Grecia prevede tassi di crescita doppi rispetto all’Italia.

Bullet Executive Summary

In conclusione, la prossima crisi finanziaria potrebbe essere imminente, influenzata da una serie di fattori economici e geopolitici. È essenziale che i governi e le istituzioni finanziarie imparino dal passato e adottino misure preventive per mitigare i rischi.

Nozione base di difesa consumatori: La memoria storica delle crisi finanziarie è fondamentale per evitare errori passati. I consumatori devono essere consapevoli delle politiche economiche e delle loro implicazioni a lungo termine.

Nozione avanzata di economia circolare: Implementare riforme strutturali e politiche di sostenibilità può non solo rafforzare l’economia ma anche ridurre la dipendenza dal debito pubblico, creando un sistema economico più resiliente e sostenibile.

Ricordare il passato è cruciale per prepararsi al futuro. Le tensioni geopolitiche e le politiche economiche attuali richiedono una gestione attenta e consapevole per evitare una nuova crisi finanziaria.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

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