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Quali sacrifici fanno le famiglie italiane per crescere un figlio?

Scopri come il costo di mantenere un figlio in Italia sta facendo rinunciare molte famiglie a beni e servizi essenziali.
  • Secondo uno studio della Banca d’Italia del 2022, mantenere un minorenne costa in media 640 euro al mese, ovvero 8.000 euro all’anno.
  • Il report 'FragilItalia' indica che il 50% delle famiglie destina un terzo della spesa media mensile ai figli.
  • Il 66% dei genitori ha rinunciato ad acquistare per sé stessi e il 60% ha ridotto le uscite al ristorante per far fronte alle spese dei figli.
  • In Italia, l’80% degli under 30 vive ancora con i genitori, e il 47% dei figli maggiorenni è totalmente a carico dei genitori.

In un’Italia caratterizzata da una decrescita demografica e da nascite ai minimi storici, il costo di avere un figlio rappresenta un ostacolo economico sempre più insormontabile per molte famiglie. Secondo uno studio della Banca d’Italia del 2022, mantenere un minorenne costa in media 640 euro al mese, ovvero circa 8.000 euro all’anno. Questa stima, relativa al periodo 2017-2020, è considerata ottimistica alla luce della recente corsa dell’inflazione.

Il report “FragilItalia” elaborato da Legacoop e Ipsos ha evidenziato che metà degli italiani con figli conviventi destina un terzo della spesa media mensile alla prole. In sei casi su dieci, i genitori sono costretti a fare rinunce significative, dalle visite mediche private alle vacanze estive. Questo fenomeno è particolarmente accentuato tra i genitori under 30, i residenti nelle isole e le famiglie del ceto popolare.

Le spese principali e le rinunce

La spesa destinata ai figli rappresenta il 34% delle uscite mensili familiari. In un terzo delle famiglie, questa quota varia tra il 40% e il 70% del bilancio. Le voci di spesa più rilevanti sono l’abbigliamento, i libri scolastici, l’attività sportiva, i pasti fuori casa, le spese mediche, lo svago e la mobilità. Queste spese incidono maggiormente sui genitori under 30, sui residenti nelle isole e sulle famiglie del ceto popolare.

Per far fronte a queste spese, il 66% dei genitori ha rinunciato ad acquistare per sé stessi, il 60% ha ridotto le uscite al ristorante e il 58% ha rinunciato all’acquisto di un’auto nuova. Inoltre, il 51% ha tagliato sulla spesa alimentare scegliendo prodotti in offerta e il 39% ha rinunciato a visite mediche private. Anche i figli sono coinvolti nelle rinunce: il 37% ha rinunciato a spese per abbigliamento, scarpe e smartphone nuovi, il 30% alle uscite con amici e il 25% a viaggi di studio all’estero.

Figli maggiorenni e difficoltà economiche

In Italia, l’80% degli under 30 abita ancora con i genitori, anche quando hanno una laurea e un lavoro. Quasi la metà dei figli maggiorenni (il 47%) è totalmente a carico dei genitori, mentre il 29% lavora contribuendo alle spese familiari. Una quota pari al 24% lavora e non grava sul bilancio familiare, ma continua a vivere con mamma e papà. Questo fenomeno è un campanello d’allarme della difficoltà dei giovani a trovare una soluzione abitativa sostenibile, sia in affitto che in acquisto.

Secondo Simone Gamberini, presidente di Legacoop, “la famiglia è una struttura cruciale della nostra società, ma il suo costo è elevato”. Se i giovani non si sposano e non fanno figli è perché non possono permetterselo. La perdita di potere d’acquisto colpisce le nuove generazioni, che devono fare i conti con prezzi delle case alle stelle e stipendi inadeguati a garantire un tenore di vita dignitoso.

Bullet Executive Summary

In conclusione, il costo di avere un figlio in Italia è una questione economica di grande rilevanza. Le famiglie italiane destinano una parte significativa del loro bilancio alle spese per i figli, spesso a scapito di altre necessità. Questo fenomeno è particolarmente accentuato tra i genitori giovani e le famiglie del ceto popolare. Le difficoltà economiche dei giovani maggiorenni, che spesso rimangono a carico dei genitori anche se lavorano, sono un segnale della necessità di politiche di sostegno più efficaci.

Nozione base: La difesa dei consumatori è fondamentale per garantire che le famiglie possano affrontare le spese necessarie senza dover fare rinunce significative. Politiche di sostegno economico e incentivi fiscali possono aiutare a ridurre il carico finanziario sui genitori.

Nozione avanzata: Un approccio integrato che consideri la sostenibilità economica delle famiglie, l’inclusione delle donne nei processi economici e la promozione di un mercato del lavoro più funzionale può contribuire a creare un ambiente più favorevole per la crescita demografica e il benessere delle nuove generazioni.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

Un commento

  1. Ma scusate, davvero c’è bisogno di uno studio per capire che crescere i figli costa? Basta vedere quanto costano pannolini e tutto il resto! Un po’ di sano buon senso!

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