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Come la burocrazia sta soffocando l’economia italiana: quali sono le soluzioni?

Scopri come le riforme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mirano a ridurre l'impatto della complessità burocratica e migliorare la competitività delle imprese italiane.
  • L'Italia ha registrato una crescita del PIL pro capite del 6,4% tra il 2021 e il 2024, superando Francia e Germania.
  • La spesa pubblica italiana è salita a 1.151 miliardi di euro nel 2023, rappresentando il 55,2% del PIL.
  • Solo il 34% dei cittadini italiani è soddisfatto dei servizi pubblici, 20 punti percentuali in meno rispetto alla media UE.

La crescita dell’economia italiana è fortemente condizionata da una bassa performance della spesa pubblica e dalla qualità dei servizi pubblici, che riducono la competitività delle imprese. La stratificazione delle norme, la gestione non ottimale dei processi della Pubblica Amministrazione e lo scarso uso delle tecnologie digitali alzano la pressione burocratica, rendendola insostenibile. Liberare l’economia dai “lacci e lacciuoli” deve essere un obiettivo strategico per garantire la sostenibilità del sistema delle imprese e della finanza pubblica.

Le riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sui servizi della Pubblica Amministrazione avranno un impatto significativo sul PIL. In questa direzione va l’intervento del Consiglio dei Ministri del 3 luglio scorso, che ha affrontato la carenza di coordinamento nei controlli delle attività economiche. Negli ultimi tre anni, caratterizzati da incertezze per la guerra in Ucraina, la bolla dei prezzi dell’energia, la stretta monetaria e la crisi del commercio internazionale, l’Italia ha registrato una crescita del PIL pro capite tra il 2021 e il 2024 del 6,4%, davanti al +3,3% della Francia e alla crescita zero della Germania.

Tra il 2019 e il 2024, l’Italia ha registrato una crescita del rapporto investimenti/PIL di +3,6 punti percentuali, davanti alla Germania (+0,7 punti percentuali) e alla Francia, che ha segnato una riduzione di -1,4 punti percentuali. Tuttavia, l’alta spesa pubblica, che nel 2023 è salita a 1.151 miliardi di euro (55,2% del PIL), non è accompagnata da una qualità adeguata dei servizi offerti dagli enti pubblici. Secondo una rilevazione Eurobarometro di maggio 2024, solo il 34% dei cittadini italiani è soddisfatto dell’offerta di servizi pubblici, 20 punti percentuali in meno rispetto alla media UE del 54%, posizionando l’Italia al penultimo posto tra i 27 Paesi dell’Unione, davanti solo alla Grecia.

Il Piano di Semplificazione

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, sta lavorando per trasformare la burocrazia in un’alleata delle imprese e dei cittadini. Sono state informatizzate 600 procedure in diversi settori, rendendo possibile gestirle con un solo clic. Inoltre, è stato introdotto un testo unico per il settore edile e i controlli sulle aziende non saranno più preventivi. La “gabbia burocratica” del sistema Italia pesa su famiglie e imprese per 225 miliardi di euro all’anno, pari a 11 punti di PIL, secondo un report della CGIA di Mestre.

Il piano governativo contro la burocrazia, che vedrà presto il passaggio in Consiglio dei Ministri, insisterà su semplificazioni e digitalizzazione per rendere il sistema più agile. Storicamente, la burocrazia italiana è stata un muro di gomma che ha gettato nello sconforto cittadini e imprese. Anni fa, è stato coniato il termine “peggiocrazia” per descrivere l’estrema gravità del problema, che rappresenta un tappo insopportabile sull’economia reale.

Il Peso della Burocrazia sull’Economia

La burocrazia e la bassa qualità dei servizi pubblici sono zavorre per il PIL italiano. L’analisi dei freni alla crescita, presentata nell’articolo “SCENARIO PIL/ Dall’export al turismo, ecco i danni della burocrazia alla nostra economia”, evidenzia come la stratificazione delle norme e la gestione non ottimale dei processi della Pubblica Amministrazione, insieme allo scarso uso delle tecnologie digitali, aumentino la pressione burocratica. Negli ultimi tre anni, l’Italia ha registrato una crescita del PIL pro capite del 6,4%, davanti al +3,3% della Francia e alla crescita zero della Germania.

Tra il 2019 e il 2024, l’Italia ha visto una crescita del rapporto investimenti/PIL di +3,6 punti percentuali, davanti alla Germania (+0,7 punti percentuali) e alla Francia, che ha segnato una riduzione di -1,4 punti percentuali. Tuttavia, l’alta spesa pubblica, che nel 2023 è salita a 1.151 miliardi di euro (55,2% del PIL), non è accompagnata da una qualità adeguata dei servizi offerti dagli enti pubblici. Secondo una rilevazione Eurobarometro di maggio 2024, solo il 34% dei cittadini italiani è soddisfatto dell’offerta di servizi pubblici, 20 punti percentuali in meno rispetto alla media UE del 54%, posizionando l’Italia al penultimo posto tra i 27 Paesi dell’Unione, davanti solo alla Grecia.

Il Turismo e i Servizi Pubblici

L’apporto del turismo alla crescita economica è depotenziato dalla scarsa qualità dei servizi pubblici locali. Il valore aggiunto del turismo rappresenta il 6,2% del totale dell’economia, con un contributo significativo sulle presenze turistiche, che nel 2023 sono salite dell’8,5%, raggiungendo un massimo storico. Il Lazio, lo scorso anno, ha registrato un aumento delle presenze del 27,2%, risultando la regione italiana più dinamica. L’81,4% delle presenze turistiche si concentra nel comune di Roma, terza capitale dell’UE per presenze turistiche dopo Parigi e Berlino.

Tuttavia, sull’attrattività turistica pesa la bassa qualità dei servizi pubblici di trasporto, gestione dei rifiuti e manutenzione delle strade. Roma si trova all’ultimo posto tra le capitali europee per soddisfazione media dei trasporti e della pulizia, con un 19,4%, ben al di sotto del 51% di Parigi e del 63,4% di Berlino. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede miglioramenti nell’efficienza della macchina pubblica, con 9,6 miliardi di euro di investimenti per digitalizzazione, innovazione e sicurezza della Pubblica Amministrazione. Entro il 2026, ultimo anno del Piano, la parlamentare di bilancio stima un livello di PIL superiore di 2,9 punti percentuali rispetto allo scenario di base.

Bullet Executive Summary

In conclusione, la burocrazia e la bassa qualità dei servizi pubblici rappresentano un freno significativo per la crescita economica italiana. Le riforme previste dal PNRR e le iniziative di semplificazione e digitalizzazione sono passi importanti per liberare l’economia dai vincoli burocratici. Tuttavia, è essenziale che queste riforme siano attuate con concretezza e determinazione per garantire un miglioramento reale e sostenibile.

*Nozione base di difesa consumatori: La semplificazione amministrativa e la digitalizzazione dei servizi pubblici sono fondamentali per migliorare l’efficienza e la trasparenza, riducendo i costi e i tempi per cittadini e imprese.

Nozione avanzata di difesa consumatori:* La partecipazione attiva dei cittadini e delle imprese nel processo di riforma amministrativa è cruciale. Solo attraverso un dialogo costruttivo e un feedback continuo si possono identificare e risolvere le inefficienze, garantendo che le riforme rispondano alle reali esigenze del tessuto economico e sociale.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

Un commento

  1. Finalmente qualcuno mette mano alla burocrazia italiana! Complimenti al Ministro Zangrillo! La digitalizzazione è fondamentale, l’Italia era rimasta indietro.

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