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Come la flessione dell’export piemontese nel 2024 impatterà l’economia regionale

Un'analisi dettagliata sul calo delle esportazioni piemontesi nel primo trimestre del 2024 e le implicazioni per i settori chiave e le performance territoriali.
  • Il valore totale delle merci esportate è sceso a 15,4 miliardi di euro, con una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2023.
  • Il settore dei mezzi di trasporto, che rappresenta il 23,7% delle esportazioni, ha registrato una flessione del 2,3%.
  • Il comparto tessile ha evidenziato un aumento del 12,9%, grazie alla crescita dell'abbigliamento (+29,6%) e degli articoli in pelle (+44,0%).

Il primo trimestre del 2024 ha visto una significativa frenata dell’export piemontese. Il valore totale delle merci esportate è sceso a 15,4 miliardi di euro, segnando una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo calo, sebbene contenuto rispetto alla media nazionale e ad altre regioni esportatrici italiane, rappresenta un segnale preoccupante per l’economia regionale.

Secondo l’ufficio studi di Unioncamere Piemonte, il valore delle merci importate nello stesso periodo è stato pari a 11,7 miliardi di euro, con una diminuzione del 6,4% rispetto al primo trimestre del 2023. Il saldo della bilancia commerciale si attesta a +3,7 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 4,1 miliardi dell’anno precedente.

Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte, ha commentato: “Il risultato è migliore rispetto ad altre regioni italiane come Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna. Tuttavia, le nostre esportazioni soffrono maggiormente sul mercato extra UE rispetto a quello europeo. È necessario promuovere le eccellenze della nostra regione, investire in nuovi percorsi di innovazione e crescita imprenditoriale, facilitare l’accesso al credito e migliorare i collegamenti materiali e immateriali oltre i confini”.

Settori e Mercati di Riferimento

La contrazione delle esportazioni ha riguardato la maggior parte dei settori di specializzazione regionali. I mezzi di trasporto rappresentano il settore più rilevante per il commercio estero piemontese, con poco meno di un quarto del totale delle esportazioni (23,7%). Tuttavia, questo comparto ha registrato una flessione del 2,3%, con un calo delle vendite oltre confine di autoveicoli (-5,5%) e componentistica autoveicolare (-2,9%), mentre i prodotti dell’aerospazio hanno visto una fase espansiva (+38,9%).

L’industria meccanica, che occupa la seconda posizione per incidenza sull’export regionale (17,9%), ha registrato una flessione del 2,4% rispetto al primo trimestre del 2023. In terza posizione, con una quota del 13,3%, si trovano i prodotti alimentari e delle bevande, che hanno segnato una crescita del 4,5%.

Il comparto tessile ha evidenziato un aumento delle vendite all’estero del 12,9%, grazie all’ottima performance dell’abbigliamento (+29,6%) e degli articoli in pelle (+44,0%), mentre i prodotti tessili hanno segnato una contrazione del 12,5%.

I principali mercati per le merci piemontesi rimangono quelli francese e tedesco, con quote pari al 15,6% e al 14,1% rispettivamente. Tuttavia, le esportazioni dirette in Francia e Germania nel primo trimestre del 2023 hanno registrato cali annui superiori alla media regionale (rispettivamente -4,5% e -5,7%). La Spagna ha registrato una flessione lieve (-0,8%), mentre la Polonia, grazie alle vendite di mezzi di trasporto, ha realizzato una crescita del 18,6%. In calo il Belgio (-5,5%) e i Paesi Bassi (-3,4%), mentre sono in crescita l’Austria (+15,9%) e la Romania (+4,1%).

Performance Territoriali

A livello territoriale, il risultato dei primi tre mesi dell’anno è stato eterogeneo. Il capoluogo regionale, Torino, che genera il 44,5% delle vendite oltre confine piemontesi, ha evidenziato un calo del 3,9% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Alessandria ha registrato una diminuzione del 3,7%, confermandosi come la terza provincia per export regionale con una quota dell’11,7%.

Performance negative sono state registrate anche ad Asti, con una contrazione del 6,0%, e a Biella, con un calo del 14,1%. Verbano Cusio Ossola è rimasta stabile con un incremento dello 0,1%. In controtendenza, Cuneo ha visto una crescita delle esportazioni del 2,0%, confermandosi come la seconda provincia per incidenza sull’export regionale (17,4%). Novara ha registrato una crescita dell’1,2%, mentre Vercelli ha incrementato le vendite all’estero del 10,3%.

Bullet Executive Summary

Il primo trimestre del 2024 ha segnato una frenata dell’export piemontese, con una diminuzione del 2,1% rispetto all’anno precedente. Questo calo ha riguardato la maggior parte dei settori di specializzazione regionali, con i mezzi di trasporto e l’industria meccanica che hanno registrato le flessioni più significative. Tuttavia, alcuni comparti, come quello alimentare e tessile, hanno mostrato segnali di crescita. A livello territoriale, Torino e Alessandria hanno registrato cali significativi, mentre Cuneo e Vercelli hanno visto un incremento delle esportazioni.

Difesa dei consumatori: È fondamentale che le istituzioni e le imprese piemontesi lavorino insieme per promuovere le eccellenze regionali e migliorare l’accesso al credito, al fine di sostenere la crescita imprenditoriale e l’export.

Consumatori connessi: In un mondo sempre più interconnesso, è essenziale che le imprese piemontesi sfruttino le nuove tecnologie e migliorino i collegamenti materiali e immateriali per espandere la loro presenza sui mercati internazionali.

Economia circolare: Investire in innovazione e sostenibilità può rappresentare una leva strategica per rilanciare l’export piemontese, creando prodotti che rispondano alle esigenze di un mercato globale sempre più attento all’ambiente.

Consumatori consapevoli: Promuovere una maggiore consapevolezza tra i consumatori piemontesi riguardo all’importanza dell’export per l’economia regionale può contribuire a sostenere le imprese locali e a favorire una crescita sostenibile e inclusiva.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

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